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Consiglio comunale su Italcementi, Carmina: "Risposte della ditta poco rassicuranti"

L'impianto ha licenziato quasi tutti i dipendenti e non esiste oggi un vero progetto per il futuro

 

Consiglio comunale straordinario questa mattina a Porto Empedocle per affrontare il futuro della cementeria della Italcementi. Un incontro al quale hanno partecipato le sigle sindacali, gli ultimi 19 lavoratori, ormai anche questi licenziati, e i deputati Azzurra Cancelleri e Giovanni Di Caro, uniche parti politiche presenti al Consiglio. Un appuntamento di confronto che però non ha portato, e del resto non poteva, a risultati particolarmente clamorosi: l'Aula ha infatti votato solo la creazione di una specifica commissione che si occuperà di monitorare la vicenda e chiedere verifiche ambientali sui 700 ettari oggi occupati da un impianto ormai in larga parte disattivo. Del resto, chi doveva/poteva dare risposte è rimasto a casa, come era già avvenuto in passato quando si era deciso di parlare del destino di una fabbrica che aveva legato il suo nome a quello della città, tanti anni orsono. "L'idea di questa seduta, voluta dal Consiglio comunale - spiega Carmina - era quella di dare voce agli operatori licenziati e per i quali sono anche terminate le misure di previdenza sociale e richiamare la politica che può veramente dare delle risposte a dare un'attenzione particolare a questo problema che non può essere risolto dall'amministrazione empedoclina. Purtroppo non è presente nè l'Italcementi, nè il Governo Nazionale o quello Regionale, per quanto i deputati Di Caro e Cancelleri si siano fatti carico, rispettivamente, di disporre la convocazione all'Ars, in Commissione attività produttive, della Italcementi, e di far presente la questiona al ministro del Lavoro e sviluppo economico Luigi Di Maio". Importante in aula è stata la presenza del sindaco perché la stessa, ormai diverse settimane fa, aveva incontrato la ditta in modo sostanzialmente riservato, e quindi da lei numerosi consiglieri comunali attendevano di avere risposte su quanto comunicato dal privato.

"Le risposte della ditta - ha detto Carmina - non sono state sicuramente rassicuranti perché hanno previsto un ulteriore calo nel settore con la riduzione di un terzo delle loro attività. Stanno valutando in prospettiva la chiusura di alcuni opifici ma non hanno ancora deciso cosa fare qui perché non vogliono abbandonare il mercato siciliano".

Così se si parla della volontà di dare una "risposta duratura" alle richieste dei lavoratori e della città, in molti chiedono di spingere con forza con la "minaccia" della bonifica delle aree, nella speranza che questo possa spingere l'azienda a valutare sul da farsi. Ma, in realtà, pochi credono che la cosa possa portare risultati apprezzabili.

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