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"Agrigento non si arrende", raccolti già 50.000 euro: la lotta dei medici continua

L'iniziativa degli operatori sanitari della provincia ha già consentito l'acquisto di due ventilatori, i soldi saranno destinati pure all'acquisto di mascherine

 

"Agrigento non si arrende": la voglia di lottare dei medici di ospedali e strutture pubbliche e private agrigentine, in prima linea nella lotta al Coronavirus, prepotentemente arrivato anche in provincia, funziona pure nel campo della solidarietà.

L'iniziativa del gruppo di professionisti ha già portato al primo, concreto, risultato consistito nell'acquisto di due ventilatori per l'ospedale San Giovanni di Dio. Ma la raccolta di fondi prosegue a gonfie vele e ha consentito di racimolare 50.000 euro che sono serviti, fra le altre cose, per un'ordinazione di mascherine che, una volta consegnate, veranno distribuite alle strutture sanitarie.

"Continueremo ad acquistare - dicono - tutto quello che sarà necessario per le terapie intensive e subintensive. Abbiamo raccolto consensi da diversi ordini professionali della provincia (farmacisti, avvocati e ingegneri), da diverse aziende e addirittura piccole associazioni di piccoli paesi della provincia. La raccolta - aggiungono - è per tutti i presidi ospedalieri e per gli ambulatori di tutta l'Asp".

I componenti del gruppo "Agrigento non si arrende" ci mettono faccia e voce per fare girare i loro messaggi solidali. Il medico Leo Russo, uno dei promotori, raccomanda alla gente di stare a casa e non mollare nel momento decisivo della lotta al virus.

Il radiologo Fabrizio Rabita si rivolge alla gente e la invita a donare. "Insieme - dice - possiamo e, soprattutto, dobbiamo farcela. Continuate a donare, grazie!".

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