La ProFavara contro il patron dell'Akragas, Rino Castronovo: "Voleva il nostro titolo"

La società favarese accusa il presidente biancazzurro di non avere detto tutta la verità su un presunto affare, poi saltato, in estate

“La ProFavara ha giocato più a calci che ha calcio. Per loro era la partita dell’anno, non per noi”. Il patron Giovanni Castronovo nel post gara tra i biancazzurri e la squadra gilloblù aveva così parlato. Dichiarazioni che hanno fatto imbufalire la dirigenza favarese. Un dai e vai di dichiarazioni che hanno anche rivelato un retroscena di calciomercato. Si, perché, stando a quanto fatto sapere dalla ProFavara – mediante nota stampa – il patron Castronovo in estate voleva acquistare il titolo dei gialloblù. “Siamo basiti – fa sapere Rino Castronovo, presidente della ProFavara – il patron dell'Akragas si è lasciato andare a dichiarazioni infelici che offendono la squadra di calcio di Favara, cittadina che ha dato i natali ai genitori dello stesso presidente dell'Akragas. Dichiarazioni  rese a caldo subito dopo un derby, che possono essere 'giustificate' se rilasciate da normali tifosi ma non da un rappresentante di una delle società più blasonate della Sicilia. Affermazioni che ci permettiamo di obiettare in quanto è  stato proprio lui, durante tutta la settimana, nel tentativo di riempire lo stadio Esseneto".

"A fine primo tempo - fanno sapere in una nota i dirigenti della ProFavara - sotto il tunnel che porta le squadre negli spogliatoi, Castronovo, ha addirittura pesantemente spintonato un nostro calciatore, reo di aver chiesto spiegazioni al direttore di gara su alcune decisioni prese. L' avvocato Castronovo in più di un'occasione ha provocato i dirigenti  ed i tesserati del Pro Favara, cercando anche un inopportuno scontro fisico. Atteggiamento non giustificabile da parte di chi ospita una squadra avversaria. Per fortuna sua l' Akragas non é solo l'immagine del suo presidente, ma ha anche tesserati e dirigenti con comportamenti signorili, come il tecnico Mutolo, il direttore sportivo Russello ed i dirigenti Capraro e Nobile,  che si sono prodigati a far tornare la calma chiedendo scusa sull'atteggiamento del loro presidente. La parte dell'intervista che ci ha più offeso è quella relativa ad una vicenda legata all'estate e che vogliamo rendere nota".

La rivelazione della dirigenza favarese

"Castronovo in estate aveva dato mandato a suoi emissari e poi ci ha contattati di persona per una cessione gratuita del titolo della Pro Favara per un trasferimento ad Agrigento. Richiesta - fanno sapere in una nota - rimandata al mittente con un secco 'no'. Noi, a differenza di Castronovo, non cancelliamo la propria storia, i propri trascorsi. In caso di una crisi societaria avremmo ridimensionato i nostri programmi ma mai avremmo svenduto o regalato il nostro titolo sportivo, tradendo una città ed una tifoseria che ci segue in casa e sempre in trasferta. Come ieri, con una presenza massiccia e calorosa  all'Esseneto.  Caro Castronovo noi non facciamo i leoni in casa per poi disertare le trasferte, magari scoraggiando i propri tifosi ad una trasferta di appena 9 chilometri. Caro Castronovo noi non disertiamo i conviviali di fine gara, come ha fatto lei nel post della gara di coppa Italia al Bruccoleri. Addirittura disertando la gara nella città della sua famiglia e dove ha tanti amici, come i tanti dirigenti del Pro Favara che sempre le hanno manifestato il massimo rispetto.  Quello che ieri il presidente dell'Akragas (ribadiamo solo lui) non ha avuto nei nostri confronti. Favara ed il Pro Favara lo aspettano nella gara di ritorno, insieme ai suoi tifosi al seguito, per farle ricordare cosa significa avere un "cuore gialloblu" e soprattutto cosa significa rispetto, corretta rivalità sportiva e senso di ospitalità".

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