L'Akragas e Ciccio Vindigni: storia di un grande amore

Il difensore dell'Akragas domenica ha giocato la sua ennesima partita da titolare, impegno e dedizione ma soprattutto professionalità. Ha cercato il suo sigillo stagionale in tutti i modi: testa e potenza, ma portieri e arbitri gli hanno sempre negato la gioia

Quando uno stadio intero ti acclama, ti applaude e invoca il tuo nome, vuol dire che qualcosa di buono l'hai fatta. I tifosi biancazzurri e Ciccio Vindigni, storia d'amore infinita e senza riserva. Il difensore dell'Akragas domenica ha giocato la sua ennesima partita da titolare tra impegno e dedizione, ma soprattutto professionalità. Ha cercato il suo sigillo stagionale in tutti i modi: testa e potenza, ma portieri e arbitri gli hanno sempre negato la gioia.

Ma domenica "The wall" - così lo chiamano i tifosi - è stato osannato più del solito. Calcio di rigore per l'Akragas, lo stadio "Esseneto" che urla il suo nome e i compagni che lo trascinano davanti il pallone. 

Ciccio Vindigni con freddezza spiazza il portiere ospite, sigla il gol e lo stadio impazzisce. Vedere Nicola Arena, compagno di squadra e grande amico da sempre, che si fa trenta metri per abbracciarlo è un piacere. I tifosi lo invocano e Vindigni, come risposta, mette la mano sullo scudetto dell'Akragas, quasi a voler dire che lui da Agrigento non vorrebbe mai andar via. Eppure in estate la sua permanenza in biancazzurro era messa in forte dubbio: "Non è da LegaPro" dicevano", o "Vindigni seguirà Rigoli".

Il difensore di Modica non ha mai risposto a critiche o insinuazioni, ma ha scelto di dar vita a una stagione esemplare. Con Agatino Chiavaro forma la coppia di difensori forse più solida di sempre.  Ciccio Vindigni, mano sul petto, giura amore all'Akragas; la sua storia d'amore con questa squadra è pronta a rinnovarsi, società permettendo.

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