"Corrado Mutolo? E' un ottimo allenatore". Erano state queste le parole di Piero Gatto responsabile del centro "Studi per allenatore".
E' arrivato in punta di piedi, prendendo per mano il Campofranco, piccola squadra di un paesino di appena tremila abitanti. Mutolo, ha creduto fin da subito in un progetto da lui stesso definito: "Ambizioso".
I tifosi del Campofranco, avevano ancora impresse le immagini della festa del salto di categoria, addio al campionato di Promozione e buoni propositi per la prima avventura in quel dell'Eccellenza.
Il progetto ambizioso, che si trasforma in realtà ambiziosa. Il Campofranco, inizia a scalare la classifica, diventando sempre di più "Il Campofranco di mister Mutolo". Il trainer palermitano, inizia a "dar fastidio" alle grandi del torneo. Campofranco è diventata una certezza che fa impazzir di gioia i tifosi campofranchesi.
- Ma questo team giallorosso dove può e dove vuole arrivare?
"Spero il più lontano possibile".
E' stata questa la risposta secca e decisa di mister Corrado Mutolo. Nella mattinata di oggi, abbiamo intervistao il tecnico del Campofranco.
- Mancano pochi giorni all'attesissimo match, quali sono le sue sensazioni?
"Ho diverse sensazioni, ma quella che prevale è la voglia di far bene".
- Akragas e Campofranco tornano a sfidarsi dopo quell'entusiasmante pareggio. Firmerebbe per lo stesso risultato?
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"Assolutamente no. Noi non giochiamo mai per il pareggio. Ad Agrigento troveremo una squadra con il coltello tra i denti, ma ovviamente noi andremo li per far la nostra partita. Ho fiducia nei miei ragazzi, stanno spendendo tanto so che vincere ad Agrigento sarà difficile, ma noi come sempre ci proveremo".
- C'è un singolo giocatore nelle file akragantine che lei teme particolarmente?
"Temere no. L'Akragas è un'ottima squadra, ogni singolo calciatore è pericoloso, ma credo che il più imprevedibile sia Guastella, dai suoi piedi sono partite le azioni più pericolose".
- Statistiche alla mano, lei fa dell'attacco la sua arma vincente. Possiamo dire che il tallone di Achille del Campofranco è la difesa?
"Il mio 'credo calcistico"'è alquanto offensivo. Abbiamo fatto degli errori in difesa, ma nel girone di andata stiamo recuperando egregiamente".
- Il Campofranco è stato definito in campionato "ammazza grandi", non crede che questa squadra sia diventata una grande scollandosi di dosso il marchio da provinciale?
"Beh forse è vero. Abbiamo messo in difficoltà squadre molto blasonate, vedi Alcamo, Ribera e la stessa Akragas. Campofranco è un paesino più piccolo, ma con una voglia di calcio immensa. Colgo l'occasione per ringraziare i tifosi, sono veramente unici, ci seguono ovunque e sono pronti a sostenerci sempre. Spero che sabato, sia una giornata di sport, che il tempo e le tifoserie siano lì a sostenerci".
- L'obiettivo del Campofranco, quindi sono i play-off?
"Ovviamente. Siamo lì a ridosso di squadre importanti, ma io ci credo. I conti si faranno alla fine, speriamo bene".
- In conclusione, qual'è il suo pensiero sul tecnico akragantino Peppe Raffaele?
"Non lo conosco personalemte, ma so che è un gran lavoratore. Di lui si dice un gran bene, ha portato il Due Torri in alto, è una grande allenatore."
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