Prevenire i terremoti a fine mese con la Protezione Civile

La campagna "Terremoto, io non rischio" a il 28 e 29 settembre porterà in piazza volontari per sensibilizzare la popolazione alla prevenzione di queste calamità, imprevedibili.

Il nostro Paese è da tutti riconosciuto come unico per le sue caratteristiche paesaggistiche introvabili nel resto del mondo. Purtroppo però la nostra storia ci racconta anche di come il rapporto con il territorio non sia stato sempre idilliaco, specialmente per quanto riguarda i terremoti. Tra tutte le calamità atmosferiche i terremoti in Italia sono quelli che hanno causato il più alto numero di danni e di vittime. Solo nello scorso secolo da Messina all’Irpinia, da quello che sconvolse la nostra provincia nel 1968 a quello in  Friuli fino ad arrivare a quelli degli anni 2000 de L’Aquila e dell’Emilia il numero di vittime e l’entità economica dei danni, sono ferite difficilmente rimarginabili.

Se scientificamente un terremoto ancora non è prevedibile sicuramente si può far molto sulla conoscenza dei propri territori, su come rispettarli e quali sono le azioni sicure da compiere di fronte all’eventualità di un evento sismico. Per questo nasce la campagna “Terremoto, io non rischio” promossa dalla Protezione Civile e all’Anpas- Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze- in collaborazione con l’INGV –Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia e con ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, coinvolgendo anche Regioni ed enti locali.

Giunta ormai alla terza edizione questa iniziativa si svolgerà il 28 e 29 settembre il 204 comuni italiani, portando in oltre 215 piazze oltre 3.200 volontari di 14 associazioni e della protezione civile che sensibilizzeranno i cittadini sul rischio sismico. La promozione di una nuova cultura basata sulla prevenzione, formare i volontari in maniera consapevole e specializzata sono gli obbiettivi che si pone questa campagna. I volontari della protezione Civile sono i protagonisti dell’evento, riuscendo ad istruire gli interessati diffondendo così in maniera competente una conoscenza pratica di ciò che si deve fare quando avvengono questi eventi.

Il tutto è proteso a ridurre quanto più possibile gli effetti del terremoto, concentrandosi sulla classificazione eseguita sul territorio che si basa sui terremoti verificatisi in passato, sulla loro intensità e sulla loro frequenza. Dal 2003 nel nostro Paese vi sono nuovi criteri che permettono di stilare una classifica per quando riguarda il livello di sismicità nei diversi territori, basandosi su studi ed elaborazioni che si riferiscono alla pericolosità delle singole aree del territorio. Gli studi si basano sulla probabilità che il territorio venga interessato in un intervallo di tempo di 50 anni, da un evento che superi una data soglia di intensità e magnitudo. Si è quindi proceduto all’inserimento dei diversi comuni nella classifica di pericolosità. Ogni parte del territorio corrisponde ad una “zona”. I paesi classificati come “zona 1” sono quelli in cui si possono verificare forti terremoti, ovvero quelle più pericolose: nella “zona 2” sono inseriti i comuni in cui possono verificarsi terremoti abbastanza forti; nella “zona 3” rientrano i comuni che possono esser soggetti a scuotimenti modesti; la “zona 4” comprende le restanti aree del territorio, ovvero quelle più sicure. Non ci sono più aree del territorio non classificate, ma appunto nelle zone 4 sono le diverse Regioni a legiferare sull’obbligo o meno di progettazione antisismica.

Nella provincia di Agrigento la classificazione varia da zona 1 a zona 4. Ecco la lista dei comuni.

Nella Zona classificata 1, la potenzialmente più pericolosa: Menfi, Montevago, Santa Margherita di Belice.

Zona classificata 2: Agrigento, Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cammarata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Cianciana, Joppolo Giancsxio, Lucca Sicula, Montallegro, Porto Empedocle, Raffadali, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Sant'Angelo Muxaro, Santo Stefano Quisuina, Sciacca, Siculiana, Villafranca Sicula.

Zona classificata 4: Camastra, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Lampedusa e Linosa, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa.

Per sapere dove e come si svolgeranno le giornate del 28 e 29 settembre è possibile collegarsi a www.iononrischio.it.

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