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"Vivere nella legalità": Rita Borsellino all'istituto "San Giovanni Bosco" di Campobello di Licata

La legalità come unico stile di vita. Vivere assieme agli altri coltivando la cultura del rispetto. Rispetto verso se stessi, verso gli altri, verso l'ambiente, verso la società. I modelli ci sono e sono dei modelli saldi, forti e incredibilmente vicini. Purtroppo, troppo spesso, quell'atroce belva sociale della mafia ha stroncato le loro vite ma certamente non le loro idee. All'Istituto Comprensivo "S.G. Bosco" di Campobello di Licata, venerdì 11 aprile, gli alunni hanno incontrato un emblema della testimonianza viva e feconda della cultura antimafia: Rita Borsellino. "La mia vita è cambiata da quel giorno….- ricorda Rita Borsellino - Tutti i miei giorni sono contrassegnati dalla testimonianza viva e reale dell'esempio di Paolo." I ragazzi dell'Istituto Comprensivo S.G. Bosco hanno presentato tutti i loro lavori in due momenti essenziali: uno al Centro Polivalente dove sono state presentate poesie, riflessioni, presentazioni, drammatizzazioni, canti e cori in un appassionato e avvincente susseguirsi di emozioni; l'altro nei locali dell'Istituto Comprensivo dove è stata allestita una mostra dei lavori fatti dai ragazzi ed inaugurata dalla stessa Rita Borsellino. La Prof. Giuseppa Cartella, Dirigente Scolastico dell'Istituto, sottolinea l'impegno dei ragazzi "che sono la speranza di questa nostra società. Esemplari nel comportamento e nella partecipazione a tutte le attività che il nostro Istituto ha messo in atto da sempre. La Legalità - continua la prof. Giuseppa Cartella - deve essere vissuta giorno dopo giorno e deve trovare nella Scuola una palestra fondamentale". Il sindaco di Campobello di Licata, Giovanni Picone, intervenuto alla manifestazione, ha ricordato come il fenomeno mafioso è stato tragicamente presente anche nella comunità di Campobello, "e la mafia porta solo alla morte: non solo fisica ma anche civile e morale. Il nostro compito è quello di promuovere una cultura della Legalità che contribuisca in maniera determinante a cancellare definitivamente quelle etichette infamanti che infangano il nome della nostra Sicilia". Rita Borsellino ha risposto alle domande poste direttamente dai ragazzi e ha voluto seguire ogni aspetto della manifestazione e ogni lavoro eseguito dai ragazzi: "Questi lavori mi commuovono… vorrei averli al museo che stiamo allestendo a Palermo" dice Rita Borsellino. "Per noi una grande soddisfazione che ci ripaga ampiamente del lavoro di coordinamento delle varie attività" ci dice la prof. Maria Rosa Cupani che assieme alla collega prof. Nuccia Montaperto, ha coordinato tutte le attività della manifestazione.

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