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Agrigento, riaccesa la fornace "Fauci" di Piano Gatta

Stamattina svegliandomi con i sintomi del raffreddore ho pensato ad un improvviso attacco di allergia da polline. Aprendo la finestra mi sono accorto poi che il quartiere di Monserrato era nuovamente avvolto dal fumo proveniente dalla fornace Fauci che produce mattoni a Piano Gatta: quindi non si trattava di allergia, ma di irritazione da inquinanti non controllati. Meno male.....mi ero preoccupato, l'allergia è molto, molto fastidiosa.

Ci risiamo : la fornace ha ripreso a funzionare e quella che vedete è una foto scattata stamattina verso le 8.45. All'alba situazione era molto peggiore ed il fumo spinto come sempre dalla brezza notturna di terra si adagiava denso sul quartiere di Monserrato.

Mentre le menti più illuminate del nostro paese ci spiegano che la sfida europea per rimanere sul mercato globale si gioca sull'innovazione, ad Agrigento sopravvive a singhiozzo questa azienda che i cinesi li vuole battere con le loro stesse armi.

Sarebbe un quadretto ridicolo, se non ci fosse di mezzo la nostra salute.

"Che mattoni dobbiamo produrre per avere qualche speranza di vendere? Quelli porizzati, cioè con tante bollicine d'aria dentro. Costa molto produrli ? Sì, ci sono costi aggiuntivi, legati soprattutto alla necessità di abbattere i fumi, altamente inquinanti. E se noi i fumi non li trattiamo? Risparmiamo e guadagniamo, TANTO IL VENTO GIRA........."

Per capire l' assurdità di questa presenza inquinante a meno di 1000 m in linea d'aria dai centri abitati, voglio fare un esempio. Immaginiamo uno scenario economico florido in cui il settore dei laterizi abbia avuto un boom e che in questa vallata di Piano Gatta non ci sia una sola fornace, ma, come succede in molti distretti produttivi delle zone industrializzate, 10 o più aziende dello stesso settore. Immaginiamo poi che tutte si comportino come Fauci, immettendo in modo incontrollato fumi nell'atmosfera: ci troveremmo ad Agrigento nel pieno di una catastrofe ambientale, proprio come sta accadendo oggi in molte regioni della Cina.

Consigliamo a questo punto alla nostra bella azienda locale di completare l'opera, assumendo operai-schiavi cinesi. In questo modo renderà il prodotto definitivamente e globalmente competitivo, tanto conveniente da poter essere imbarcato sulle navi ed essere venduto a buon prezzo in tutto il mondo.

Ironia a parte, visto che i criteri del fare impresa in Sicilia sono quelli del terzo mondo, cosa dobbiamo augurarci per poter sperare in una buona qualità della vita?

Dobbiamo sperare di non avere crescita economica per poter vivere in un ambiente sano?

Dobbiamo sperare che anche questi operai della fornace Fauci perdano definitivamente il posto di lavoro, come quelli della cementeria di Porto Empedocle, per poter respirare finalmente aria pulita?

Tutto questo accade nel silenzio assordante e sospetto delle autorità e della nostra classe politica; tutto questo accade nella disorganizzazione sociale più totale. Mi chiedo ad esempio se la Medicina di Base tenga memoria statistica delle patologie gravi, potenzialmente riconducibili a queste fonti di inquinamento e se, su segnalazione dei medici di famiglia operanti sul territorio, sia stata mai stilata una mappa dei decessi per neoplasie o altre patologie gravi riconducibili a queste emissioni.

Quante Terre dei Fuochi esistono in Italia ?

Forse se alzate le suole delle vostre scarpe ne vedrete una.

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