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Disservizi

Una qualsiasi giornata al pronto soccorso di Agrigento, lettera al direttore dell'Asp Lucio Ficarra

Redazione

Caro Direttore Ficarra, le rubo pochi muniti del suo tempo per raccontarle, da privata cittadina, un’ allucinante giornata trascorsa al Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, senza volere fare polemica ma per invitarla ad una riflessione e semmai fosse possibile, ad un intervento. Mia madre, paziente oncologia e cardiopatica, arriva in ospedale con il 118 in Codice Giallo, alle 12.30 circa di mercoledì scorso, per una perdita di sensi in strada della quale non si capiva l’origine. Passiamo dal Triage del pronto soccorso e spiego all’impiegato cosa è accaduto insieme all’operatore del 118. Viene registrata e andiamo alla ricerca di una barella per poterla fare entrare in una delle uniche 2 sale medici. Trovo, personalmente, una barella dopo 15 minuti e ci accompagnano davanti le sale medici. Avendo intuito il “verso” ho chiesto all’oncoloco che ha in cura mia madre di scendere in pronto soccorso per aiutarmi a capire cosa stesse succedendo visto che nessuno ci dava retta. Lui scende di corsa e ci consiglia di fare anche una Tac all’encefalo perché si sospetta un attacco ischemico transitorio. Entriamo nel giro di mezzora, fanno un prelievo per gli enzimi, un elettrocardiogramma e una visita di un minuto scarso e poi ci dicono di andare in cardiologia per un altro esame, essendo mia madre affetta anche da un problema cardiaco. Un portantino accompagna e dopo un'altra mezzora riusciamo a fare l’esame in cardiologia da dove veniamo riaccompagnati in pronto soccorso. Un’ora di attesa in barella senza notizie. Poi di nuovo qualcuno si appalesa e andiamo a fare la Tac. Ma ci dicono che una è rotta e occorre trovarne un’altra. Intorno alle 15.30 riusciamo a fare la Tac e ci riportano al pronto soccorso in un corridoio. Siamo alle 16.45 circa. Dopo di che il nulla. Mi do da fare e vado a ritirare il referto della Tac da sola intorno alle 17.30. Chiedo alla dottoressa di turno perché dobbiamo aspettare tanto e mi risponde che gli esami del sangue, non sono ancora arrivati. Chiamo al laboratorio di analisi e mi dicono che li hanno inviati da ore. Torno dalla dottoressa e mi dice che proverà a farseli rimandare. Ma non avevate detto che si possono anche scaricare dal programma interno del computer? Mah! Mi sembrava! Siamo alle 18.15 circa quando riusciamo ad entrare per la visita, la diagnosi e la fuga dal pronto soccorso, quello stesso pronto soccorso dove ogni giorno, decine di persone si trovano nelle nostre stesse condizioni. Pochi medici, alcuni rinchiusi nelle stanze più defilate, altri in prima linea, o quasi. Infermieri quasi invisibili per quanto sono pochi e portantini e ausiliari al limite della maleducazione, probabilmente per eccessivo stress. Barelle e sedie a rotelle impossibili da reperire, tempi morti, nessun rapporto col paziente in attesa. Nessuna informazione, nessuno che ti dica cosa fare e come farlo. Ad un paziente traumatizzato è stato rimproverato addirittura di non essersi munito di ghiaccio sintetico mentre aspettava dalle 11.30 del mattino, una visita. Ad un altro, un anziano di oltre 75 anni, solo,  che chiedeva una coperta perché in preda a brividi di freddo, è stato testualmente risposto che fuori c’erano 30 gradi! Vergogna. Caro direttore, quello che è accaduto a me mercoledì pomeriggio,  accade ogni giorno a tanta gente ma sicuramente non a lei e a coloro che hanno il privilegio di entrare ovunque senza bussare. Le consiglio e la invito a munirsi di cappellino e occhiali da sole e provare  a trascorrere una giornata, magari anche mezza, una forse è troppo, al pronto soccorso. Così, tanto per vedere di nascosto l’effetto che fa, come recitava un medico – cantante che si chiamava Enzo Jannacci. Sà direttore, in un mondo normale, essere il capo di qualcosa, non vuol dire solo avere diritti e privilegi ma soprattutto doveri. Il dovere di fare in modo che al di la di annunci stampa, progetti affissi al muro del pronto soccorso mentre la gente attende per ore e proclami, le cose vadano meglio per le persone "comuni" e non per i privilegiati dei quali, francamente ne abbiano tutti fin troppo piene le tasche.
Distinti saluti

Annamaria Martorana

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Commenti (20)

  • La colpa una su tutti è nella politica dei tagli che ha prodotto una serie di disservizi che si riversano in una pessima assistenza all'utenza. Due stanze al pronto soccorso per un ospedale come il San Giovanni di Dio con un bacino d'utenza così vasto sono davvero poche ce ne vorrebbero almeno 5 o 6 con altrettanti medici, infermieri e ausiliari. Ma come dicevo, la legge del "taglione" che tutti i governi hanno applicato e continuano ad applicare porta solamenti questi risultati. Gli sprechi di denaro devono andarli a ricercare ovunque sanità compresa e un certo Cottarelli ha indicato la via, ma il premier star della tv promotional e re indiscusso dei social non vuole o non può metterci le mani perchè ....... perchè??? Non vuole mettersi contro gli amici e sostenitori tugliennu na picca di "minneddri" di mezzu?? Boh ... fatto sta, che la tassa sui beni di lusso yacht l'ha tolta e già perchè noi del popolino si sà .... chi non possiede uno yacht da 15 metri ormeggiato al porto??!! Dunque signora Annamaria, condivido ed appoggio la sua lamentela (che ho vissuto anche io poche settimane fa con mia suocera ma in peggio) ma siamo stati noi a volere questa "sana" politica che oggi produce solo danni ai contribuenti e siamo solo noi che possiamo cambiare lo stato dei fatti, ma sono sicuro che il gregge belante andrà sempre dove vuole il pastore!! Saluti e buon anno a tutti

  • Avatar anonimo di Fede
    Fede

    Non so se essere triste per l'assurda vicenda raccontata dalla signora nella lettera o per le stupidagini che scrive chi commenta Non posso credere ai commenti. . Ho avuto bisogno pure io del pronto soccorso si Agrigento e vi assicuro che di gente preparata e disponibile ce ne tanta.. teniamoci caro quanto di buono c'è e denunciamo con nome e cognome ciò che non funziona senza sparare nel mucchio

  • Avatar anonimo di Paolo Licata
    Paolo Licata

    Complimenti per il puntuale ed equilibrato articolo. Purtroppo quello che è successo all'autrice dell'articolo è successo anche a me, seppure per altra patologia.  Il numero di medici, infermieri e portantini del pronto soccorso di Agrigento è davvero esiguo, specie in alcune ore del giorno. A ciò si aggiunge la superficialità di qualche medico, come è il caso di radiologia dove in data 22.05.2015 "qualcuno", a causa forse del cambio di turno aveva dimenticato di refertare una TAC effettuata d'urgenza, ma il cui referto è arrivato al pronto soccorso dopo tre ore, solo dopo diversi solleciti di un accompagnatore del paziente. Assistere per ore ed ore ai tormenti dei pazienti che stanno male, in attesa della visita e della diagnosi è davvero straziante.  Ritengo NON sia un problema di soldi, ma un problema di organizzazione e di gestione complessiva.  Di contro, facendo un giro per l'ospedale, a qualunque ora del giorno e della notte si possono notare neon e fari accesi!  

  • Avatar anonimo di mimmo frenda
    mimmo frenda

    E' possibile notificare al direttore Ficarra tutte le lettere sotto elencate per evitare che domani possa dire di non conoscere queste denunce dei cittadini?

  • Avatar anonimo di Giovanni
    Giovanni

    A me è capitato con mio nipotino di due anni,che si era fatto un foro si dico foro sotto il mento,il bambino piangeva,e la dottoressa di turno mi ha risposto che non avevano gli aghi disinfettati per dare i punti di sutura.Per farla breve dalle 10,30 un bambino in mezzo agli anziani che si lamentavano,chi vomitava, chi gridava,dopo la mia insistenza si sono fatti prestare degli aghi dalla chirurgia e alle 17,00 hanno dato tre punti di sutura dopo sei ore e mezzo.Ebbene quello che capita a noi nel pronto soccorso di Agrigento spero che ogni giorno succede a loro perchè   si comportano male e si fottono lo stipendio,sono arroganti e se ne fregano della gente che soffre ma saranno ricompensati a tempo giusto.

  • Avatar anonimo di vane
    vane

    Una volta a mia madre ci faceva male il petto forte e in pronto soccorso gli hann detto signora per un dolore viene qua!? L'hann visitata e gli hann detto k era solo fresc.. il dolore c'era ancora e gli hann detto di andare a casa .. mio padre ci ha dett mi da nome e cognome suo k se succede cosa a mia moglie so dove rivolgermi ad un certo punto gli hann fatto tutti i controlli k dovevano fare.. dalle 18:00 di pm sono usciti alle 3:30 vergogna.. MA PER PRENDERSI LO STIPENDIO NON PENSANO ALLE PERSONE K DEVONO CURARE?? NON SIAMO ANIMALI

  • Avatar anonimo di Maria
    Maria

    Eccoci, mi sembra di rivivere i momenti vissuti una settimana fà, mia mamma in preda ad una ischemia transitoria, lasciata poggiata a TERRA, davanti a quel lazzareto, nessuno ha capito cosa in quel momento stava accadendo a mia madre (inutili radiografie, inutili esami del sangue ect. ect.) ci hanno fatto penare due giorni in attesa di qualche risposta. Alla fine OVVIAMENTE ci siamo rivolti in clinica, il dottore della clinica prima ancora di visitare mia madre, dai sintomi che stavo raccontando per telefono, ha diagnosticato l'ischemia. Ma come hanno fatto tutti questi incapaci a non capire NULLA per due giorni consecutivi nei quali abbiamo marcito in astanteria? E' una vergogna, spero che qualcuno di questi incapaci impari a leggere le nostre lamentele, credetemi ho una grande voglia di tornare al pronto soccorso e gridare che sono degli inutili incapaci pagati con i nostri soldi ANCORA VERGOGNA

  • Avatar anonimo di concetta
    concetta

    Vogliamo parlare degli ascensori? È normale che di due ascensori ne funzioni solamente uno e si è costretti a file interminabili? Se si deve salire urgentemente in pediatria o in altri reparti è assurdo dover attendere. Si spera sempre che non ci sia il bisogno ma sarebbe davvero una tragedia arrivare troppo tardi per colpa di un ascensore rotto...

  • Avatar anonimo di gioiacchino lo sardo
    gioiacchino lo sardo

    buongorno, vorrei esprimere la mia solidarietà a tutte le perone che ogni giorno si devono confrontare con la pessima gestione di questo pronto soccorso. personalmente, ho potuto vedere di tanta gente che gira intorno senza capire cosa fanno, medici, infermieri, portantini.con atteggiamento sostenuto non gli puoi chiedere neanche che ora è perche si infastidicono e ti rispondono male. qualche volta ti danno retta ma si vede che gli stai dando fastidio. Alla faccia del giuramento di Ippocrate e dello stipendio. Cari signori, non siamo noi al vostro servizio, è il contrario. siete pagati per salvarci la vita. se non vi va andate a spalare sterco altrove. grazie

  • Avatar anonimo di Matteo
    Matteo

    Il problema credo sia scritto tra le riga della lettera che la Sig.ra ha pubblicato. Leggo che la scrivente si è prodigata visto i ritardi nell'arrivo degli esami ha chiamare in lab. Analisi (segno che conosceva qualcuno), ha ritirato di persona la Tac che non viene mai consegnata a un familiare ma al portantino (segno che conosceva qualcuno), ha chiamato l'oncologo per farsi chiarire il problema della mamma facendolo scendere in P.S. (segno che conosceva qualcuno).. Ora cara Sig.ra, non pensa che anche il portantino, l'infermiere o il medico non si trovino in quel posto perché conoscevano qualcuno!! Il vero problema ce lo portiamo addosso ad Agrigento.. tutto si fa o si ha perché "conosciamo qualcuno" a prescindere che lo meritiamo o che ci spetta di diritto. Quello che raccogliamo non è altro che il frutto di ciò che giorno dopo giorno seminiamo.

  • sono storie di ordinaria routine al pronto soccorso di Agrigento, sono storie che danno rabbia, tristezza, amarezza, delusione, voglia di voler cambiare il mondo, voglia di vedere queste cose solo nei film drammatici, ma nel mio cuore ho il desiderio che tutto cambierà e che il servizio al pronto soccorso sia efficace, e anche se tanto personale "si imbosca", ci sono persone splendide che fanno tutto questo lavoro con amore, non guardando orari, turni, soldi... Pregherò perché tutto questo sia una realtà e non un sogno quasi utopistico!

  • Avatar anonimo di filippo
    filippo

    Bisogna protestare per i nostri cari e amari diritti che non arrivano mai..vergogna meglio pagarla la sanità in altre nazioni, almeno ci salvano la vita..tra l'altro si vive meglio si lavora e si ha una vita dignitosa, questa è l Italia ragazzi..stipendi alle stelle per manager e direttori vari che ogni giorno si alzano e guardandosi negli specchi dovreste dire e pensare che forse alzare una penna e mettere nero su bianco alcuni provvedimenti disciplinari fanno bene per chi lo merita..mha Italia che fa schifo..emigrare altrove forse è meglio..ognuno di noi ha avuto esperienze negative, mi stavano facendo morire per un corpo estraneo negli occhi..invece rischiavo di perdere un occhio..

  • Avatar anonimo di Nicolò Vignanello
    Nicolò Vignanello

    Il direttore non farà mai la fila come lei, signora Martorana e questa lettera, ne sono quasi sicuro, neanche la leggerà. Buona vita

  • Avatar anonimo di Rosellina
    Rosellina

    La cosa che fa rabbia e' che chi dovrebbe vergognarsi probabilmente non leggera neanche questi nostri interventi. La direzione dell'ospedale in prmis, poi i politici che piazzano questa gente ai posti di comando ma anche gli operatori sanitari che sono comunque pagati per lavorare. Se non hanno voglia stiano a casa. Vergognatevi tutti

  • Avatar anonimo di giovanni
    giovanni

    e pensare che ci sono medici bravi ed infermieri professionali di grande livello, imboscati in vari uffici dell'asp a dare intralcio a personale impiegatizio

  • Avatar anonimo di Salvo
    Salvo

    Cara Signora, la capisco perfettamente perchè anch'io mi sono trovato più volte ad assistere tutto quello che è successo a Lei e una vergogna vera e propria, manco negli ospedali del terzo mondo succedono di queste cose. Mesi addietro avevo anche chiesto l'intervento dell'allora deputato regionale Firetto, il quale mi garantiva un immediato provvedimento del caso. In questi casi si può solo dire MAI AVERE BISOGNO

  • Avatar anonimo di fox
    fox

    Di questa lettera, potrei fare un copia ed incolla. E' successo la medesima cosa con mia moglie.Arriviamo al Pronto Soccorso intorno alle 14:30, dopo avere peregrinato per delle ore, non si trovavano gli esami del sangue. Il laboratorio sostiene di averli mandati su, il Medico di turno afferma che non sono arriva, l'altro dice che si è rotta la provetta e che bisogna ripetere il prelievo. Morale della favola - dimessa alle 22:30 senza una spiegazione plausibile di quanto accaduto a mia moglie.

  • Avatar anonimo di Giacomino
    Giacomino

    Cara Sign.ra Anna Maria mi compiaccio per la lettera reale scritta e le dico che donne come lei in questa realtà ce ne sono poche. Caro Direttore Generale legga bene quello che le ha scritto la Sign.ra Anna Maria e prenda da subito qualche rimedio perché si sta arrivando alla vergogna più totale, ci vuole poco e saremo su striscia la notizia.

  • Avatar anonimo di mimmo frenda
    mimmo frenda

    Carissimo direttore confermo tutto quello che ha detto la sig. Martorana e aggiungo che qualora una persona fosse inserita in un codice verde si vede passare tutti davanti con il rischio di aspettare giorni. Vorrei fare due modeste proposte. La prima è sicuramente quella di un terzo Dottore; La seconda è quella di una grande televisione murale dove ci siano alla vista di tutti le tre graduatorie con i relativi codici di emergenza.Visibilità e chiarezza per tutti.

    • Avatar anonimo di vane
      vane

      O che sia verde giallo o rosso devono sempre soccorrer

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