Scontro a distanza sui lavori di viale Nettuno tra Firetto e la nuova amministrazione

L'ex primo cittadino ricorda la figura di Salvatore Burgio, dura la reazione dell'assessore Tripodi, sostenuta dal resto della Giunta: il merito è solo nostro

Una veduta di come sarà il lungomare Nettuno

Lo scontro è tutto social, ma non per questo non è un caso politico. Tutto parte da un post su Facebook dell'ex sindaco di Porto Empedocle Lillo Firetto che, per la prima volta, ha voluto rivendicare la paternità di un'attività in svolgimento nella città marinara, ovvero i lavori di manutenzione straordinaria del lungomare "Nettuno". "L'avvio di questo cantiere - scriveva - è dedicato a Totò Burgio, che con me lavoró per la progettazione e la realizzazione di questo intervento. Pensato, progettato , finanziato e appaltato dalla nostra amministrazione di cui Totò era assessore ai Lavori Pubblici. Grazie Totò amico vero!". Più che una vanteria, tuttavia, si trattava evidentemente di un ricordo di commiato, dato che Burgio è morto lo scorso anno all'età di 59 anni dopo una brutta malattia.

Questo post è rimasto orfano per poco tempo, dato che poche ore dopo sulla pagina dell'assessore Gaetano Tripodi, è apparso un nuovo testo, sottoscritto anche dal sindaco e dai componenti della giunta. "Con tutto il rispetto per Totò Burgio, col quale ho avuto un ottimo rapporto e che ho anche ospitato a casa mia per un certo periodo ai tempi dell’università, e per il suo lavoro,  - scrive Tripodi - bisogna dire le cose come stanno, e bisogna anche ricordare che fu stipulato un contratto (dopo di che si sarebbero dovuti avviare i lavori entro 45 giorni secondo il Codice dei contratti) per aprire un cantiere in un’area che non era in possesso del Comune (quindi l’impresa avrebbe potuto chiedere i danni per il mancato utile e, con pazienza, grazie alle capacità diplomatiche degli uffici comunali, ha voluto aspettare lo sblocco della situazione). E bisogna anche ricordare - continua - che c’era un debito pregresso nei confronti del Demanio regionale di circa 250.000 euro (non ricordo la cifra esatta) finito nella massa passiva, e che questa amministrazione, nella tempesta di una situazione finanziaria drammatica, ha dovuto affrontare e superare questo insormontabile scoglio, racimolando i soldi per pagare il canone dovuto al Demanio (era stato pagato mai prima di ora?) e, quindi, potere finalmente avviare questo cantiere. Scrivo questo per rispetto del lavoro svolto non da me ma dai componenti degli uffici comunali che si sono prodigati per raggiungere il risultato tanto atteso". 

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Commenti (1)

  • Facciamo così: aspettiamo a vedere se e quando sarà pronto. Prima non si vanti nessuno, mettiamola che porta male

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