Tari, Mallia risponde a Fontana: "I cittadini meritano solo la verità"

Il responsabile del dipartimento ambiente di Ncs controreplica all'assessore Fontana. "Considerato che la precedente nota è stata 'travisata' dall’assessore - dice - non sono stato molto chiaro o addirittura forse non è stato ben compreso dall’intellettuale interlocutore"

Michele Mallia

Non si placa la querelle che riguarda la Tari, e il conseguente "dibattito politico" ingaggiato dal movimento "Noi con Salvini" e dall'assessore Mimmo Fontana continua ad arricchirsi di nuovi contributi.

È Michele Mallia a intervenire: in realtà solo per un disguido (è " saltata la firma in calce al comunicato trasmesso) le affermazioni cui ha replicato l'assessore Fontana sono state attribuite al coordinatore provinciale Peppe Di Rosa e, seppure nel merito non cambi nulla, il responsabile del dipartimento ambiente di Ncs, Mallia appunto, ha voluto controreplicare all'amministratore.

Perché ha deciso di intervenire nuovamente?

"Ai cittadini bisogna dire la verità, tutta la verità, soltanto la verità, è un dovere morale ed etico specie per chi è chiamato ad amministrare una comunità, specie ancora, in un momento di così grave crisi. E riguardo all’attacco che l’ex presidente regionale di Legambiente ha sferrato al coordinatore provinciale del movimento “Noi con Salvini”, per me ha dell’inverosimile. Considerato che la precedente nota è stata “travisata” dall’assessore, non sono stato molto chiaro o addirittura forse non è stato ben compreso dall’intellettuale interlocutore. Ora come non mai è il caso di dire che il “bue dice cornuto all’asino”, ma purtroppo in questa amara terra avviene anche questo". 

Quali sono le "inesattezze" che lei ravvisa nelle precisazioni fornite da Fontana?

"La prima riguarda le Srr, entità fisiche territoriali, che non sono ambiti ottimali, ma entità giuridiche corrispondenti che secondo la legge 9 del 2010 dovrebbero amministrare la gestione negli ambiti territoriali fissati dalla legge medesima. Considerato che gli ambiti territoriali sono ancora validi, unitamente ai Piani d’ambito, perchè adottati prima della legge in questione, dalle amministrazioni d’ambito dell’epoca, (cioè prima delle Srr), ne discende che sono ancora vigenti. Il resto sono solo fantasticherie politiche di Fontana che lasciano il tempo che trovano, ancorate sul nulla.
 
E pare che lei non concordi rispetto al punto in cui afferma che: “tutto ciò a condizione che abbiano almeno 5000 abitanti e che redigano e approvino in consiglio un piano d'intervento comunale. Ci spieghi.

"Per me ha 'preso lucciole per lanterne'. Questo numero ‘5.000’ appare nell’articolo 19 del del dl 95 del 2012, norma riportata nella legge 3 del 2013. Tale norma (che esula dalla redazione del Piano di intervento) infatti è riferita ai soli “comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, ovvero fino  a 3.000 abitanti se appartengono  o  sono appartenuti a comunità montane, esclusi i comuni il cui territorio coincide  integralmente con quello di una o di più isole”. Questi “esercitano obbligatoriamente in forma associata, mediante  unione  di comuni o convenzione, le funzioni fondamentali sulla gestione dei rifiuti…”. Quindi è l’esatto contrario di quanto ha dichiarato Fontana: la legge di cui parliamo ha richiamato proprio queste norme ribadendo il “fermo restando quanto da esse previsto” e cioè l’obbligo della gestione sovracomunale dei rifiuti relegando quindi la redazione del Piano di intervento al resto dei comuni e, siccome Agrigento va oltre tali numeri, è obbligata a programmare la propria gestione (dei rifiuti) e redigere il Piano di intervento e quindi sottoporlo all’approvazione regionale dipartimentale.".

Cos'altro non la convince in quanto dichiarato dall'assessore Fontana?

"La seconda inesattezza riguarda "l’espediente derogatorio" che è stato adottato dal legislatore regionale (e non dal presidente regionale di Legambiente) su delega  e autorizzazione di quello Statale, tramite il Codice dell’ambiente che, a questo punto, gli consiglierei vivamente di andarsi a leggere. Inoltre, come egli dovrebbe ben sapere, ma evidentemente non lo sa, nella gestione dei rifiuti la legge assegna distinti compiti allo Stato, alle Regioni, alle Province ed ai Comuni. Ebbene in caso di difficoltà nello svolgimento dei compiti riservati ai Comuni (in questo caso derivanti dal mancato avvio della Srr) la legge assegna alle Regioni il potere sostitutivo di provvedere anche con soluzioni-ponte. Giacché in atto la legge prevede la inderogabile gestione sovracomunale dei rifiuti (e questa stenta a partire), la Regione si è sostituita con una deroga a questa regola autorizzando quindi i Comuni ad adottare uno strumento diverso (il Piano di intervento) e in virtù di questa autorizzazione “possono” provvedervi. 

Quindi si riferisce alla "discrezionalità" cui tante volte si è fatto riferimento?

"Altro che discrezionalità. I Comuni non possono decidere alcunché. Solo in un caso il sindaco per problemi urgenti ed indifferibili di salvaguardia della incolumità pubblica potrebbe derogare dall’obbligo di gestione sovracomunale, con l’adozione di un provvedimento contingibile, ossia una Ordinanza emergenziale. Ma considerato che già la Regione ha provveduto con la legge del 2013, al Comune di Agrigento non resta altro che seguire le indicazioni dalla Regione. Per il resto sono solo chiacchiere da bar". 

Per concludere, vuole anche lei fare una riflessione finale?

"Vorrei dire all'assessore che le norme sono cogenti non quando sono in previsione o nella mente di qualcuno, bensì quando sono pubblicate nelle gazzette ufficiali e per adesso vale solo e soltanto la più volte citata legge del 2013. Fontana ci dica, adesso, se il Piano finanziario sia stato o meno trasmesso (eventualmente con quale nota) all’Osservatorio nazionale dei rifiuti secondo quanto stabilito dal decreto del presidente della Repubblica 158 del 1999".

LEGGI ANCHE LA PRECEDENTE INTERVISTA

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