Spesi 67 mila euro in sei mesi per i gettoni di presenza al consiglio comunale

Si tratta di un dato in crescita rispetto al 2016 dato il mutato assetto dell'aula. Scomparso dal dibattito il tema del taglio delle indennità di Giunta, sindaco e presidente

Non sarà una "Gettonopoli", ma il consiglio comunale di Agrigento costa di più ai cittadini, anche se i numeri vanno guardati con attenzione. Volendo infatti esporre il dato "secco", nei primi sei mesi dell'anno, aula "Sollano" è costata poco meno di 3mila euro in meno di quanto non era avvenuto nel 2016. I numeri, visti così, sembrano incontrovertibili: se 2 anni fa il lavoro dei consiglieri comunali aveva prodotto gettoni per 69.667 euro tra gennaio e giugno, le liquidazioni si sono fermate quest'anno a 67.725 euro. Ci sono tuttavia alcune importanti differenze da tenere in considerazione. 

Infatti, rispetto a quella composizione del consiglio comunale ci sono due consiglieri in meno, dato che Garbriella Battaglia e Nello Hamel, in quanto assessori, oggi percepiscono un'indennità. A voler contare i gettoni di soli questi due componenti ci avviciniamo, nel 2016, a quota 5mila euro in sei mesi. Significa, facendo un conto, che i costi sono cresciuti, anche se di poco. 

Frutto di una maggiore attività? Non diremmo, dati i risultati. Forse, piuttosto, effetti collaterali della tendenza, ripetuta e ormai incontrollata dell'Aula a rinviare i lavori per mancanza del numero legale, un fatto che si traduce in gettoni incassati con poco lavoro grazie al regolamento del Consiglio, che fa scattare il tanto ambito obolo anche solo con l'approvazione di un singolo punto tra quelli inseriti all'ordine del giorno.

I numeri, comunque, non spingono a chissà quali riflessioni, dato che anche così l'organo costa, mensilmente, meno di quanto costi la sola Giunta e comunque meno di quanto non costasse il precedente consiglio comunale.

E' comunque il caso di farsi domanda: che fine ha fatto la discussione sulla riduzione dei costi della politica? Con l'ente praticamente bloccato, in attesa di un bilancio che tarda ad arrivare (parliamo del consuntivo 2016), con le casse vuote e i servizi demandati al mero protagonismo civico, è davvero possibile snobbare, come si è fatto finora, ogni argomentazione che ponesse l'accento sul taglio delle indennità? Tema, lo ricordiamo, rispetto alla quale l'Aula si era anche espressa con una mozione (non vincolante) solo alcune settimane fa. Carta inutile, lettera morta.

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