Troppi rinvii del Consiglio comunale, si tenta di salvare il salvabile

Il "parlamento" cittadino continua ad avere problemi di tenuta del numero legale, e le sedute si interrompono spesso bruscamente intorno alle 20.30, così via alle convocazioni nel primo pomeriggio

Troppe assenze, troppi rinvii, difficile persino portare avanti che necessitano di un particolar numero di consiglieri in aula. Così ad Agrigento si cerca di salvare il salvabile anticipando l'orario di convocazione del Consiglio comunale.

Lunedì, infatti, in modo inusuale il "parlamento" cittadino vedrà il primo appello alle 16.30 invece che alle 18 (che poi diventavano sistematicamente le 18.30) nel tentativo di evitare che i consiglieri, pur tardando ad arrivare e pur dilungandosi spesso in infiniti "ping-pong" dialettici che consumano tempo e righe di stenotipia, ad una certa ora della sera (in genere intorno alle 21) decidano di prendere armi e bagagli e di andare via alla spicciolata.

Una volta, infatti, vi era il "rito" del rinvio: ad un certo punto della seduta qualcuno si alzava e pronunciava la formula "magica": "Vista l'ora tarda e la complessità degli argomenti, si chiede il rinvio ad altra seduta". Invece adesso, con il numero legale sempre attaccato ad un filo, si sono moltiplicati a dismisura gli scioglimenti della seduta per mancanza di consiglieri presenti e i successivi rinvii, tanto che alcuni componenti di aula "Sollano", paventando rischi di contestazioni erariali hanno scelto di non partecipare mai alle sedute chiamate di "prosecuzione" (cioè convocate il giorno successivo ad una seduta che viene meno per mancanza del numero legale). Il tutto mortificando quel "nocciolo duro" di consiglieri che propone, dibatte (a volte anche troppo) ed è sempre presente ma a volte creando anche situazioni grottesche su punti di particolare rilievo come, ad esempio, l'assegnazione della cittadinanza onoraria a sir Rocco Forte, oggi bloccata da diverse sedute perché per l'approvazione è necessaria la presenza di almeno 23 consiglieri: praticamente impossibile.

Così per cercare di scongiurare altri rinvii e allontanamenti dovuti "all'ora tarda" da lunedì sembra si voglia cambiare registro. Funzionerà? Ci credono in pochi, dato che anche quando le riunioni si tenevano alle 6 di pomeriggio alla fine l'appello (richiesto con insistenza dai pochi presenti) veniva chiamato solo trenta, quaranta minuti più tardi per amor di patria, cercando appunto di scongiurare la mancanza del numero legale. 

Una situazione di tensione che si percepisce anche nelle parole usate durante i lavori e nel cambiamento della gestione dell'aula, con la presidente Catalano che, ad esempio, invita sempre più i consiglieri a limitare gli interventi per scongiurare che l'avvio del "ping pong" di dichiarazioni si traduca in un protrarsi ipertrofico dei lavori e si stia, come ha detto lei stessa nei giorni scorsi "ore e ore a parlare del nulla".

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