Riduzione dei costi del Consiglio comunale: si punta a sforbiciare i Question time

Anche se l'aula "Sollano" richiede meno risorse degli anni passati, la proposta avrebbe anche benefici sull'uso di soldi pubblici

(foto ARCHIVIO)

Consiglio comunale, si punta a "sforbiciare" i Question time.  Tutto è contenuto in una modifica del regolamento per il funzionamento dell’Aula proposto dal consigliere comunale M5S Marcella Carlisi e al momento in discussione in 6° commissione. L’idea è quella di ridurre il numero dei consigli dedicati alle interrogazioni a risposta orale ma anche evitare che alcune richieste possano attendere mesi prima di vedere la "luce".

La proposta, in particolare, dice che all'inizio di almeno tre adunanze del Consiglio comunale nel corso di ogni mese, “senza che sia necessaria la presenza del numero legale, un tempo non inferiore ai 30 minuti e non superiore ai 60 minuti è dedicato alla trattazione del question time”. Sta ovviamente alla conferenza dei capigruppo decidere la trattazione delle interrogazioni a risposta orale per un tempo definito all'inizio di altre adunanze del Consiglio. Trascorsi 15 giorni dalla richiesta di risposta ad una interrogazione, tra l’altro, “se non è stata possibile la programmazione dei lavori in conferenza dei capigruppo, l'Ufficio di presidenza ne dispone l'iscrizione all'ordine del giorno della prima seduta utile e il sindaco o un suo delegato è tenuto alla trattazione della stessa”.

L'effetto sarebbe anche di una significativa contrazione dei costi, dato che le sedute di Question time, nonostante non prevedano l'intervento dei consiglieri presenti - a parte il proponente delle interrogazioni -  producono comunque il gettone di presenza per la partecipazione.

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