Sfiducia a Messana, il capogruppo Pd: "Chiunque altro si sarebbe dimesso"

Giuseppe Guagliano: "La mozione è stata sottoscritta da 14 su 15 consiglieri comunali. Lo stesso avrebbero dovuto fare  gli  assessori"

Il capogruppo del Pd Giuseppe Guagliano

“La nuova mozione di sfiducia è stata sottoscritta, accettata e condivisa in ogni sua parte da 14 su 15 consiglieri. Il messaggio politico è chiaro e inequivocabile.  In qualsiasi altro paese, un sindaco minimamente rispettoso dei cittadini e della carica che riveste, avrebbe concluso i pochi adempimenti  rimasti e si sarebbe dimesso. Altrettanto avrebbero dovuto fare  gli  assessori che dei consiglieri ‘sfiduciatari’ sono espressione”. E’ con queste parole che Giuseppe Guagliano, capogruppo del Pd (stesso partito del sindaco di Racalmuto: Emilio Messana), ieri, è tornato a focalizzare l’attenzione sulla mozione di sfiducia. E lo ha fatto alzando i toni.

Mozione di sfiducia e stabilizzazione dei precari, lo "scontro" si fa duro

Visto che nessuno si è dimesso, “stiamo assistendo a quello che si temeva: uno squallido, ma organizzato, tentativo – ha scritto Guagliano – di corrompere la politica per indurre almeno 3 dei 14 consiglieri firmatari a salvare la solida poltrona del vice sindaco e consentire al sindaco di incassare i circa 15 mila euro residui di mandato, più 20 mila di buonuscita”.

Il sindaco Messana cerca di evitare la sfiducia 

I toni della politica cittadina si stanno facendo, dunque, più che infuocati, mentre ancora non è stata convocata l’Assise durante la quale si dovrà votare la mozione di sfiducia. “Stabilito che gli 8 consiglieri di maggioranza non avranno nessun ripensamento, - prosegue il capo gruppo del partito Democratico, Giuseppe Guagliano - mi risulta incredibile pensare che i quattro della lista Borsellino, consiglieri firmatari, o anche solo qualcuno di loro, dopo le umiliazioni subite dal sindaco possano rinnegare se stessi per ri-salvarlo. Quale tornaconto materiale o utilità politica può valere di più della propria dignità e credibilità al cospetto dei propri elettori e tutti i cittadini? – chiede Giuseppe Guagliano - . Chi dovesse cedere alle insane lusinghe e pressioni, con un atto di inspiegabile masochismo politico, si assumerebbe per intero ogni responsabilità morale di malgoverno, compresa quella dell'inevitabile ricandidatura del sindaco”.

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