Macedonio lascia Forza Italia: "Disgustato da Gianfranco Micciché"

L'ormai ex presidente del partito attacca a testa bassa il commissario regionale, accusato di aver agito come un "don Rodrigo" e di aver danneggiato Agrigento in favore di altre province

Una lettera durissima, che non fa sconti ma che contestualmente sembra ancora tendere la mano ad un partito dal quale sembra allontanarsi con "rammarico". Piero Macedonio, medico, ex assessore, maggiorente di Forza Italia in provincia di Agrigento praticamente da sempre, va via sbattendo la porta e rompendo, almeno formalmente, ogni rapporto politico con un suo amico e delfino, il deputato regionale Riccardo Gallo. "Io vado via, altri non hanno voluto farlo. Nella vita ci vuole fegato" commenterà, senza alcun riferimento specifico. 

L'annuncio di Macedonio: "Vado via, MIcciché mi ha deluso"

Il grande nemico è, del resto, il commissario regionale del partito Gianfranco MIcciché, accusato di aver pronunciato "promesse andate in fumo" senza aver dato "a Forza Italia agrigentina una briciola ed , invece , ai tavoli regionali hai svenduto il nostro territorio potenziando altri partiti di governo che ovviamente ti hanno ricompensato in altre trattative che ti interessavano maggiormente per la gestione di altri territori". I riferimenti alle promesse mancate sono chiari: ad Agrigento era stato promesso, innanzitutto, l'inserimento nel listino alle scorse regionali dell'attuale deputato Gallo e, successivamente - in compensazione - si era promesso un assessore regionale, che, ovviamente, non è mai arrivato. Macedonio non rinuncia a far presente la sua maggiore anzianità e il fatto che negli anni '90 un giovanissimo Micciché si recò ad Agrigento per incontrarlo nelle fasi si avvio del partito di Silvio Berlusconi e per questo sottolinea che "lascia Forza Italia perchè appunto, un politico come Gianfranco Miccichè ha deciso di non servire più il territorio siciliano tutto, bensì di servirsi del territorio per raggiungere traguardi molto lontani e diversi da quelli su cui Berlusconi aveva riposto le proprie speranze".

Macedonio sottolinea inoltre di non aver "mai chiesto nulla" a MIcciché e di andar via perché "profondamente deluso e disgustato, per la emarginazione a cui hai ridotto la mia provincia", nonostante sia dispiaciuto di dover "prendere le distanze "dall'amico Gallo e dal segretario provinciale, Vincenzo Giambrone se pur entrambi encomiabili per il senso di responsabilità nel non abbandonare una nave oramai non più governabile perchè alla deriva".

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