Danni del maltempo, Di Maio: "Va bene aiutare i veneziani, ma bisogna pensare anche alla Sicilia"

Il ministro degli Esteri spiega di essere sull'isola per dimostrare l'interesse del Governo sul tema: "Sono stati stanziati 10 milioni di euro, ma non basta"

Di Maio stasera ad Agrigento

"Sono qui in Sicilia in questi giorni per una semplice ragione, perché nei giorni in cui giustamente si stavano aiutando i veneziani ci si è dimenticati che questa regione, il 25 ottobre aveva avuto due morti per il maltempo".

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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in piazza San Francesco ad Agrigento, tra tanta politica nazionale e internazionale (quest'ultima limitata, comunque, solo ai temi dell'import-export e sul valore del made in Italy in realtà già fatti a Porto Empedocle) ribadisce che il suo improvviso viaggio nell'Isola (fino a qualche giorno fa nemmeno i più affezionati attivisti ne erano a conoscenza e tutto è stato organizzato di fretta) ha un collegamento diretto non solo con il maltempo che ha sferzato la Sicilia in questi giorni, ma piuttosto con l'ondata di indignazione molto "social" dei siciliani che, comprensibilimente, chiedevano la medesima attenzione medatica del Veneto.

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"Qui - ha detto Di Maio tra scroscianti applausi - erano state colpite dal maltempo tre province e non erano stati ancora nemmeno stanziati i soldi. Va bene aiutare i veneziani, ma anche i siciliani. Ieri in Consiglio dei ministri abbiamo impegnato 10 milioni di euro per i danni provocati dal maltempo, ma ovviamente non basta stanziare i soldi per le emergenze, perché se le risorse che abbiamo speso oggi le avessimo investite 20 anni fa per fare messa in sicurezza del territorio e per ridurre le emissioni, oggi non ci trovemmo in questo casino".

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