Simbolo mondiale dell'accoglienza, Giusi Nicolini intervistata da Lucia Annunziata

L'ex sindaco di Lampedusa e Linosa nella segreteria nazionale del Pd si occuperà di immigrazione: "Possiamo, ad esempio, lavorare per riformare la Bossi-Fini" 

Giusi Nicolini ospite della trasmissione di Lucia Annunziata su Rai tre

"Tutta la campagna elettorale è stata concentrata sulle accuse. Io ero la ladra di medaglie, non avevo fatto il sindaco per far crescere Lampedusa, ma per prendere le medaglie. Una delle ragioni per cui avevo deciso di ricandidarmi, anche se avevo messo nel conto la possibilità di una sconfitta e sapevo che il peso di un'eventuale sconfitta sarebbe andato oltre l'orizzonte lampedusano, era che mi presentavo alle elezioni con un bagaglio di cose fatte, già visibili, enorme. Avevo cantieri da aprire per 20 milioni di euro e volevo continuarlo questo lavoro. Sono andata via facendo il primo dissalatore dell'isola, il primo depuratore, la prima biblioteca, il primo museo". Lo ha detto Giusi Nicolini intervistata da Lucia Annunziata per la trasmissione in 1/2 ora in onda su Rai Tre. 

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Lampedusa luogo dell'anima, metafora mondiale soprattutto in tema di immigrazione. "Perché lei pensava che sarebbe stata sconfitta? Ha a che fare con la politica dell'immigrazione?" - ha chiesto Lucia Annunziata a Giusi Nicolini. "Sulla politica dell'immigrazione, avrei dovuto prendere i voti di tutti. Lampedusa prima della mia elezione, nel 2011, era un carcere a cielo aperto, con un numero di tunisini abbandonati per strada, non nel centro d'accoglienza. Il 2011 fu l'anno del crollo del turismo. I lampedusani non hanno mai avuto paura dell'invasione, dell'ebola, del terrorismo perché sono cresciuti su un'isola aperta. Nel 2011 hanno avuto paura per la loro sopravvivenza perché è un'isola che vive soprattutto di turismo. E quell'anno, il turismo subì un crollo. Noi abbiamo fatto un grande lavoro e la crescita del turismo c'è stata".

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"Lampedusa oggi rappresenta un modello di accoglienza come superamento della logica emergenziale, dei servizi, di minimizzazione dell'impatto sul territorio. Secondo me, il caso Lampedusa dimostra che spesso non è l'immigrazione il principale problema del posto. Ma è facile utilizzarlo in via propagandistica".

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"Avevo messo in conto, comunque, la sconfitta. Cinque anni fa, quando ho vinto avevo preso gli stessi voti - ha aggiunto Nicolini - ed ho fatto il sindaco per cinque anni con il 25 per cento del consenso elettorale. Ho sempre avuto tre quarti di isola in opposizione. C'era un fatto tecnico, non indifferente. Cinque anni fa c'era una quinta lista, capeggiata dal sindaco mio predecessore, che quest'anno non c'era. Volevo portare avanti la sfida iniziata". E nella segreteria nazionale del Pd si occuperà di immigrazione? - ha chiesto Lucia Annunziata a Giusi Nicolini - . 

"Sì, penso di fare questo. Penso di essere un riferimento per i Comuni piccoli, per i sindaci piccoli come lo sono stata io. Possiamo, ad esempio, lavorare per riformare la Bossi-Fini". 

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