La Cgil agrigentina alla manifestazione di Roma

Mangione: "I problemi sono tutti in attesa di una soluzione che questo Governo non vuole trovare"

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Nota del segretario Cgil pensionati di Agrigento Piero Mangione, dopo la manifestazione tenuta a Roma e conclusa a Piazza del Popolo. Scrive Mangione: "La manovra finanziaria di agosto è stata varata e nessuna udienza il Governo ha dato alle proposte dell’opposizione politica e sociale, dimostrando quanto falsa era l’offerta fatta ad esse da parte del presidente del Consiglio di realizzare un Patto di unità nazionale contro la crisi e per la ripresa, presentato in Parlamento nel caos di mezza estate. La manovra, come sappiamo, è rimasta quella che noi volevamo cambiare e contro la quale abbiamo scioperato, perché iniqua e non rivolta alla soluzione del problema primario che era e resta quello della crescita dell’economia e del lavoro, cioè del pil, con relativo pareggio di bilancio e riduzione del debito pubblico".

"La crisi non è finita - continua Mangione - ed i problemi sono tutti in attesa di una soluzione che questo Governo non vuole trovare perché non intende chiedere nessun contributo ai detentori della ricchezza nazionale e non intende fare pagare chi ha evaso, anzi si prepara ad un ulteriore condono. Non intende multare e fare pagare chi ha esportato capitali italiani nei paradisi fiscali, chi parassitariamente si nutre di privilegi, sempre inammissibili, ma intollerabili oggi che la crisi sta strangolando i redditi di lavoro e di pensione delle famiglie, così come vuole continuare a colpire le inabilità, gli ammalati ed i piccoli residuali risparmiatori, attraverso la delega sull’assistenza e sul fisco, invece, intende tagliare tutte le detrazioni e le deduzione che hanno incidenza sugli stati di famiglia. Dal 2008 diciamo che non lottavamo per la caduta del Governo - ribadisce Mangione - ma per realizzare con esso una trattativa  per una diversa politica economica e sociale, richiamando le piattaforme unitarie Cgil, Cisl, Uil (quella confederale di Milano del novembre 2007 e quella dei pensionati, successiva all’accordo del 23 luglio 2007). La Cisl e la Uil, come sappiamo, mentre noi scioperavamo si è schierata a sostegno del Governo ed esplicitamente contro quella parte crescente del Paese che in piazza reclamava, protestava e proponeva. Dopo cinque manovre anti sociali è in allestimento la sesta manovra ed il Governo non intende cambiare musica, non intende contrattare nulla, per cui - conclude Mangione - a noi non resta che alzare l’obiettivo: continuare a lottare per cambiare il Governo visto che questo intende continuare a colpire noi e le altre fasce sociali già fortemente scorticate e dolenti. A questo punto non è più sufficiente parlare nei posti di lavoro a chi lavora e, nelle sedi sindacali ai pensionati".

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