D'Orsi spara a zero: "In campo contro politici inetti e dalla fame smisurata"

L'ex presidente è un fiume in piena e attacca tutti, compresi gli ex alleati del Mpa e sull'aeroporto dice: "Eravamo ad un passo dal sogno"

D'Orsi ai tempi della presidenza del Libero consorzio

Nessuna candidatura, almeno non al momento, ma la voglia di tornare a dire la propria. A pochi giorni dal post di Facebook con il quale Eugenio D'Orsi ha annunciato il suo ritorno nell'agone politico, l'ex presidente del Libero Consorzio ha deciso di parlare con Agrigentonotizie per dire la sua, senza risparmiare, come sempre, stoccate a destra e a sinistra.

D'Orsi, la sua dichiarazione nei giorni scorsi ha provocato una pioggia di commenti e reazioni. Ma ci dica la verità: si sta preparando a qualche candidatura o è una boutade?

"Non è una candidatuar perché per farlo ci vorrebbe un paritto e qualcuno che creda in me. Io al momento non ho nulla: mi sono dedicato unicamente all'Mpa e avevo posto moltissima fiducia in Lombardo, persona che io ritenevo mia amica ma che oggi politicamente cerca altri, in primis Roberto Di Mauro ed è lui che non mi permette ad Agrigento di poter fare qualcosa. Non è comunque una mera provocazione. Credo che il campo delle battaglie sia e resti sempre la politica, e questa può essere fatta anche non appartenendo ad un partito. Basta la capacità di consolidare idee, progetti e uomini per il bene collettivo e in tal senso io voglio continuare ad avere un'idea per la mia provincia".

Si ma con che scopo?

"Voglio destare l'attenzione sull'inettitudine dei politici agrigentini, sulla loro fame che non smette mai. Non so se ci riesco. Non mi interessa avere un partito ma mi interessa avere al mio fianco gente che la pensa come me. Questo dopo anni in cui sono rimasto in silenzio, da parte, tagliato fuori da tutto: ero un criminale che stava affrontando dignitosamente i propri processi. Come potevo parlare alla gente e dire che ero persona perbene con le accuse che mi avevano rivolto?".

Lei ha sempre rivendicato il lavoro fatto al Libero consorzio con grande orgoglio, anche se il sentimento non è stato diciamo universalmente condiviso...

"Guardi, per fare due numeri: prima che arrivassi io c'erarno 53 dirigenti alla Provincia, con me sono diventati 13. Prima che arrivassi io c'erano consulenti e avvocati che prendevano parcelle da 100mila euro. Le mie parcelle erano da 800 euro. La festa di San Calogero costava 70mila euro prima che arrivassi: sono stato io a chiamare il cardinale, uomo che stimavo fintanto che girava in vespa e stava tra la gente. Sono tutte cose documentate: a chi ho pestato i piedi?".

Praticamente un 5 Stelle ante litteram?

(Ride) "Se fossi stato in quel momento, con le cose che ho fatto sarei diventato un capo politico di indubbia onestà e grande capacità. Qui invece mi hanno distrutto, mi hanno bollato come una meteora impazzita e mi hanno tagliato fuori da tutto. Ora è il caso di chiedersi: Fontana, Di Mauro, Alfano, Capodicasa cosa hanno fatto in tutti questi anni? DI Mauro, che parla dell'inefficacia del Governo di Agrigento, dove è stato?".

Vabbè, ma l'accusa più semplice che le possono rivolgere oggi è di avere il dente avvelenato con tutti proprio perché l'hanno messa alla porta...

"Ma non è così: io sono la prova di come si impedisca di portare risultati per questa provincia. Un esempio su tutti è la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento: eravamo ad un metro dalla meta. In tanti non lo hanno voluto perché non volevano che potessi crescere politicamente o perché c'erano interessi economici più forti".

Per molti era però solo un sogno irrealizzabile..

"Non è affatto così: avevamo realizzato un progetto gratuito, avevamo un business plan e gli investitori privati. Le dico, il progetto per l'aeroporto di Racalmuto è costato somme enormi: basti citare come chi lo ha realizzato ha avuto un anticipo di 850mila euro. Noi abbiamo anche dato fastidio ad interessi poco leciti: quando abbiamo effettuato i sopralluoghi nella piana di Licata abbiamo trovato interi capannoni che coltivavano marijuana. Così mi hanno messo contro gli agricoltori, come se io volessi togliere il lavoro a chi operava onestamente. Lavoravo per una Sicilia che si staccasse dai comuni denominatori, che era il progetto del Mpa. Quando venivano a propormi di finanziare feste e iniziative io dicevo no, e c'era chi mi dava del pazzo e diceva: 'E' stato un errore di percorso, dobbiamo aspettare che se ne vada'".

Sembrano parole di un alleato..

"A dirle era Roberto Di Mauro, che è un gran politico ma un uomo totalmente senza cuore che sa guardare solo al proprio ritorno elettorale".

Senta a proposito di alleati, alla luce della verità processuale rifarebbe la famosa scena della maglietta? Quando disse: "Se Lombardo è un mafioso lo sono anche io?"

"Resto più che convinto che Lombardo non sia e non possa essere un mafioso. Rifarei tutto non perché mi aspettassi qualcosa in cambio,ma perché ritengo il presunte una gran brava persona per bene".

L'anno prossimo si voterà ad Agrigento.. Ha qualcosa in mente?

"No, noto solo che sono già sono iniziate le battaglie. Le dico: basta guardare chi si propone. Mi dica dove sta la novità. Cercano una persona perbene: certamente Franco Micciché appartiene a questa categoria, ma saprà affontare questi sciacalli?"

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