"Siamo cittadini che discutono con altri cittadini di problemi che quasi non spetta a noi risolvere, ma se siamo arrivati a questo vuol dire che la macchina amministrativa non funziona. Non possiamo più delegare". Si presenta con queste parole Paolo Minacori, portavoce di Epolis, alla "comunità" di Monserrato, o almeno a una piccola parte di questa presente ieri. Il comitato civico esce dal consueto "angolino", per usare le parole della presidente Piera Graceffa, e inizia a farsi conoscere tra la gente nei quartieri. L'assemblea del martedì ha, infatti, avuto luogo ieri sera presso i locali della parrocchia di San Lorenzo di Monserrato, dove nonostante il cattivo tempo, contava una discreta partecipazione.
Don Gaetano Montana, prendendo subito la parola, mette in chiaro che "non vogliamo promesse, perchè è da 25 anni che ci vengono fatte in questo quartiere, di cui perdò abbiamo un triste ricordo. Vogliamo capire se davanti abbiamo persone con cui costruire qualcosa. Monserrato è l'emblema di Agrigento: una città che dorme". Dopo il discorso del parroco, un susseguirsi di interventi dei cittadini presenti. Opere incompiute e inisesitenti sul territorio, servizi scarsi,verde pubblico assente, ma anche osservazioni relative alla foma mentis agrigentina, che sembrava apparire difettosa nonchè una delle problematiche della città a dire di alcuni partecipanti di Monserrato.
"Stasera siamo qua per ascoltare", afferma Minacori nella nostra chiacchierata, dove ci spiega che il programma abbozzato e stampato per i cittadini, e che questa settimana verrà presentato ufficialmente e posto on line, va completato e dettagliato in base a quelle che sono le esigenze e i problemi sollevati dai cittadini stessi. La campagna elettorale per Epolis è iniziata davvero, e attualmente, senza appoggi politici, dovrà contare esclusivamente sulle proprie forze in termini di voti. Si cala così tra la gente e spiega cos'è Epolis e il suo progetto.
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