Elezioni regionali, Giusy Savarino e Roberto Di Mauro nel listino di Musumeci

La candidatura di Micari alla presidenza non convince alcuni fra i più influenti deputati uscenti di Ap che dovrebbero annunciare, nelle prossime ore, l’addio ad Angelino Alfano

Una veduta di palazzo dei Normanni

Il parlamentare uscente dell'Udc, Gaetano Cani, di Canicattì, sarà in corsa per le prossime elezioni regionali. Lo ha annunciato già da tempo. E si ricandiderà con l'Udc per "completare il lavoro intrapreso".

IL LISTINO DI MUSUMECI - Fra gli agrigentini, nelle ultime ore, si fa anche il nome - per il listino di Musumeci - di Giusy Savarino. La legge prevede che tre posti vadano alle donne ed altrettanti agli uomini. Musumeci dovrebbe "piazzare" Giusy Savarino, anima, fin dall'inizio, del movimento "Diventerà bellissima". L'Mpa punta, invece, sull'agrigentino Roberto Di Mauro.    

Entrare nel listino è fondamentale per i leader dei partiti del Centrodestra. Chi entrerà nel listino dovrà anche candidarsi nelle liste provinciali, ma avranno, appunto, un paracadute. Nel frattempo il centrodestra lavora alla composizione delle liste provinciali. Dovrebbero essere sei. A due lavora direttamente l’area che fa capo a Musumeci: una è quella di "Diventerà Bellissima", l’altra è una lista civica (del presidente) in cui dovrebbero trovare spazio anche personalità esterne ai partiti.

IL "CASO" ALTERNATIVA POPOLARE - La candidatura di Micari alla presidenza della Regione non convince alcuni fra i più influenti deputati uscenti di Ap. Il partito, che sembrava poter essere l’ago della bilancia in vista del voto del 5 novembre, perderà qualcuna delle sue punte. La prima, Pietro Alongi, dovrebbe annunciare l’addio ad Alfano già domani. Francesco Cascio potrebbe farlo la prossima settimana. Ma anche in chi resta sono fortissimi i dubbi sulla scelta di rimanere nel centrosinistra. In molti nel gruppo dirigente siciliano di Ap avevano sperato che Alfano accettasse la corte di Gianfranco Miccichè per rientrare nell’orbita di Forza Italia. Non è andata così. 

Pietro Alongi lo dice senza riserve: "Sono molto critico verso questa scelta, l’ho detto anche ad Alfano. La candidatura di Musumeci era preferibile perché nel nostro elettorato c’è una naturale propensione a votarlo". Alongi, in passato vicino a Renato Schifani, non tornerebbe però in Forza Italia, opterebbe per la lista del presidente Musumeci.

Le perplessità degli uomini di Alfano sono legate al fatto che Micari è stato indicato da Leoluca Orlando, e poi «sposato» dal Pd che oggi ufficializzerà la scelta nel corso della direzione regionale. Ma in Ap, oltre al cuore del partito proveniente da Forza Italia, ci sono molti esponenti di estrazione ex An. E la contemporanea candidatura del leader della destra, Nello Musumeci, alimenta tentazioni.

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