Regionali, scatta il countdown: candidati, liste e coalizioni ai nastri di partenza

In otto si contendono la poltrona di governatore: Musumeci, Cancelleri, Micari, Fava, Busalacchi, La Rosa, Loiacono e Tanasi. Sicilia laboratorio politico nazionale, mai come questa volta l'appuntamento elettorale risulta decisivo in vista delle Politiche

(foto ARCHIVIO)

Tre candidati c'erano già cinque anni fa, quando a conquistare Palazzo d'Orleans fu Rosario Crocetta. Adesso Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri ci riprovano. E con loro Claudio Fava, che nel 2012 fu "sostituito" a campagna elettorale in corso per la nota storia della residenza. Ad un mese esatto alle elezioni regionali, fissate il 5 novembre, sono otto gli aspiranti presidenti della Regione Siciliana. Ai nastri di partenza anche Fabrizio Micari, Franco Busalacchi, Roberto La Rosa, Piera Maria Loiacono e Francesco Tanasi. 

Centrodestra compatto con Musumeci. Dopo mesi di febbrili trattative e polemiche, il centrodestra ha trovato la quadra su Musumeci. A sostegno dell'ex presidente della Provincia di Catania, uno schieramento composto da Fratelli d'Italia, Noi con Salvini, Forza Italia, Popolari-Autonomisti Idea Sicilia, Energie per l'Italia, Siciliani Indignati e Diventerà Bellissima. Movimento quest'ultimo che fa riferimento proprio al candidato presidente. Con Musumeci anche Vittorio Sgarbi, che alla fine ha deciso di confluire con il movimento "Rinascimento" nell'alveo del centrodestra.

Il M5S punta a svoltare con Cancelleri. Si presenterà soltanto con una lista collegata al candidato presidente il M5S, che ha scelto Cancelleri dopo le "Regionarie": le tanto discusse e contestate primarie online sulla piattaforma Rousseau, sospese dal Tribunale dopo il ricorso dell'attivista Mauro Giulivi. Poco male per Giancarlo Cancelleri da Caltanissetta, che resta il portabandiera dei pentastellati e continua la sua battaglia contro i partiti tradizionali. La stessa che Beppe Grillo ha ingaggiato a livello nazionale: proprio la Sicilia potrebbe rappresentare la svolta per i grillini che, sondaggi alla mano, se la giocherebbero con Musumeci.

Un rettore per il centrosinistra. Il centrosinistra ripone le sue chances di vittoria in Fabrizio Micari, che coniuga la continuità con il governo Crocetta con il civismo politico di Leoluca Orlando. Il rettore dell'Università - che si è autosospeso, ma non ha rinunciato alla sua carica - potrà contare su una nutrita pattuglia di movimenti e partiti. Dal Pd a Centristi per l'Europa, passando per gli alfaniani di Alternativa popolare e Arcipelago Sicilia, la lista dei territori voluta dal sindaco di Palermo. Completano il quadro Sicilia Futura, Psi e Centro federativo cristiano democratico.  

A sinistra del Pd c'è Fava. Si presenta con uno schieramento progressita Claudio Fava, che "pesca" a sinistra del Pd. Mdp-Articolo 1, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista portano avanti il vicepresidente della commissione nazionale Antimafia, che ha consumato lo "strappo" con il centrosinistra fondamentalmente per due ragioni: la dichiarata volontà di discontinuità con il governo Crocetta e la presenza di ex componenti di centrodestra (leggasi Alfano).

Sicilianisti e sovranisti al fianco di Busalacchi. L'ex dirigente della Regione, Franco Busalacchi, leader dell’associazione "I Nuovi Vespri", conta invece su un "cartello" di soggetti politici che si sono coagulati attorno a lui. "Noi Siciliani con Busalacchi - Sicilia Libera e sovrana" è infatti il contenitore in cui stanno, oltre a sicilianisti e sovranisti, anche "Vox Populi Voluntas Dei" (movimento animato da Lucia Pinsone, che ha deciso di fare un passo di lato per sostenere Busalacchi), Forza del Popolo e il Popolo delle partite Iva-Autonomi e Lavoratori Uniti".

Indipendentisti, Democristiani e... Consumatori.  Last but not least, altri tre outsider che lanciano la sfida nell'agone elettorale ai "Golia" della politica. Il movimento indipendentista Siciliani Liberi ha scelto l'avvocato Roberto La Rosa; mentre nella corsa alla presidenza della Regione Piera Maria Loiacono corre con l'appoggio di Libertas e Partito liberale italiano. In campo c'è anche Francesco Tanasi, leader nazionale del Codacons. L'associazione dei consumatori rinuncia alla mediazione dei partiti e punta a fare politica dentro le istituzioni, forte del sostegno di 34 associazioni a difesa di cittadini, ambiente e professionisti.

Presentazione di liste e "listini". Dopo il deposito dei contrassegni, adesso tocca alle liste. Tra oggi e domani - "Non più tardi delle ore 16 del trentesimo giorno antecedente quello della votazione", come prevede la legge - toccherà presentare le liste (sottoscritte da almeno 1.800 firme) alla cancelleria della Corte di appello di Palermo, presso cui ha sede l'Ufficio centrale regionale, che dirà l'ultima parola sull'ammissione o meno di liste e candidati. Per la prima volta quest’anno i deputati da eleggere a Palazzo dei Normanni scenderanno da 90 a 70. Di questi, 62 saranno eletti tramite un sistema proporzionale con sbarramento al 5%. Oltre al candidato governatore arrivato secondo, verranno eletti 7 deputati, compreso presidente incluso, attraverso dei listini bloccati. Il meccanismo del listino è quindi una sorta di premio di maggioranza che viene attribuito al candidato vincitore: un modo per dare più stabilità e governabilità alla coalizione.

Sicilia laboratorio politico nazionale. Prima di passare la parola ai 4,6 milioni di aventi diritto al voto, c'è un mese pieno di campagna elettorale. Mai come questa volta le elezioni regionali in Sicilia avranno una portata nazionale. L'appuntamento elettorale nell’Isola sarà infatti una sorta di "antipasto" del voto politico che si terrà nella primavera del 2018. L'esito di questa competizione potrebbe determinare anche quelli che saranno i possibili schieramenti dei vari partiti alle elezioni nazionali. La Sicilia come laboratorio politico nazionale: espressione parecchio inflazionata, ma che sintetizza bene il "sistema Italia". La Sicilia infatti non è altro che un’Italia al cubo, nei pregi e nei difetti.
 

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