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Tra bocciature e riconferme, ecco il volto del nuovo Consiglio comunale

Il quadro, per quanto riguarda almeno i partiti di maggioranza, potrebbe mutare però in base agli apparentamenti che saranno scelti per il secondo turno. Tanti comunque i nomi eccellenti che non siederanno più in Aula Sollano

Redazione10 maggio 2012

E' un Consiglio comunale profondamente rinnovato quello che esce dal primo turno di queste elezioni amministrative. E così non poteva non essere, dato che molti ex componenti di Aula Sollano avevano già preso la decisione di non ricandidarsi. Uno su tutti il presidente Francesco Alfano, entrato in Consiglio comunale "in corsa" ed eletto poco dopo nuovo presidente del civico consesso, nell'epoca della bufera su Carmelo Callari.

Scelta identica hanno fatto Giuseppe Raccuia, Giuseppe Di Nolfo, lo stesso Callari, Maria Pia Vita, Elisa Virone, Giuseppe Cumbo e Carmela Vaiana oltre che l'assessore Giuseppe Gramaglia. Discorso a parte va fatto per Giuseppe Arnone, che ha deciso di concorrere solo per la carica di sindaco, abbandonando, a suo dire per sempre, l'Aula.

Ma il Consiglio comunale cambierà volto soprattutto grazie, o a causa, del voto degli elettori, che ha "bocciato" alcuni uscenti, schiacciati dallo sbarramento oppure messi fuori dai numeri.

Un esempio per tutti è Nello Hamel, che con 386 voti si è visto chiudere le porte di Aula Sollano dal fatidico cinque per cento, non raggiunto dalla lista Agrigento Bene Comune. Una sorte condivisa anche da Lillo Miccichè, che aveva raccolto circa cento voti in meno, ovvero 281.

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Clamoroso il risultato della lista civica Epolis, fermatasi ad un soffio dallo sbarramento, chiudendo la porta ai candidati, a partire dal tanto contestato Aldo Capitano (128 voti). Fuori dal Consiglio comunale l'uscente Angelo Principato (167 voti).

Fuori dal Consiglio comunale anche gli esponenti Mpa Pietro Marchetta e Roberto Vella, fermatisi a 308 e a 289 voti, non abbastanza per farsi largo nella terza lista di questo primo turno di amministrative.

Grosse novità anche in casa Pd. Se è stata riconfermata Angela Galvano con ben 400 voti, fuori dall'Aula Sollano resta un decano della politica agrigentina, Salvatore Lauricella, fermatosi a soli 39 voti. Al "palo" anche Fabio Cordova, 128 voti e un partito, l'Api, che non è riuscito a superare lo sbarramento.

Dentro, tra i candidati del Patto per il territorio, tre degli assessori della Giunta Zambuto, Angelo La Rosa, Luca Spinnato e Giuseppe Putrone, 231, 267 e 231 voti. Fuori Rosalda Passarello, 193 voti, che comunque può sperare in un ritorno al Comune di nuovo al fianco del sindaco uscente, qualora venisse rieletto, Salvatore Bottone, attuale assessore ai Lavori pubblici, 137 voti, Maurizio Calabrese, fermo a cinquanta voti e Giuseppe Salsedo con 197 voti.

Fuori da Palazzo San Domenico resteranno invece Davide Lo Presti (226 voti) e Roberto Campagna (168 voti) , così come il consigliere provinciale Orazio Guarraci (182 voti), visto che Grande Sud ha conquistato un solo consigliere. Con 113 voti è fuori dai giochi al Comune un collega di Guarraci, ovvero Roberto Gallo.

Potranno invece tornare a sedere al Consiglio comunale negli scranni Pdl Alessandro Sollano (474 voti) e Andrea Cirino (422 voti), mentre Giuseppe Di Rosa, con 422 voti si deve accontentare del posto come primo dei non eletti. Fuori da Aula Sollano Sergio Burgio, 323 voti, e Francesco Galvano, che ha ottenuto solo 33 voti.

Tra le fila dell'Udc dentro Nino Amato, con 538 preferenze. A seguire Ennio Saeva, 453 voti, l'assessore della Giunta Zambuto Renato Bruno, 314 e i consiglieri uscenti Giuseppe Miccichè, 319 voti, e Giuseppe De Francisci, con 303 voti.

Si tratta comunque al momento di uno schema di massima che vede Zambuto vincere al ballottaggio senza apparentamenti. Se vi fossero invece accordi, come pare vi saranno, tra i partiti che hanno sostenuto Mariella Lo Bello e Salvatore Pennica, non sarà attribuito il premio di maggioranza, riducendo quindi drasticamente il numero di consiglieri di Patto e Udc.

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