Agrigento 2020, arrivano i primi slogan: ecco il punto candidato per candidato

Non sono state presentate nuove proposte, e alcuni iniziano a fronteggiarsi sui social: c'è però anche chi sta decidendo di attendere

"Agrigento libera", "#cambiamo tutto", Agrigento al sopra di tutto, eccetera. A sei mesi circa dall'inizio della campagna elettorale per le amministrative, annunciati i canditati (o gli aspiranti tali) iniziano a diffondersi i primi slogan e anche i primi spot, alcuni anche abbastanza "particolari" per fattura e contenuto. Andiamo, candidato per candidato, a valutare quanto finora messo in campo.

Lillo Firetto. Da sindaco uscente parte evidentemente da una situazione di vantaggio e sembra intenzionato a sfruttarla finché potrà. In questi mesi si annunciano già infatti i "fuochi d'artificio" per le attività fin qui condotte e che saranno pubblicizzate (e alcune rese davvero operative) prima del voto. Ma non solo: Firetto nelle ultime uscite pubbliche ha più volte accarezzato il tema del "i danni fatti dagli altri", che avrebbe grande effetto considerando che due candidati in lizza oggi sono ex sindaci. Inoltre l'area a cui fa capo il sindaco si sta occupando di scontrarsi a distanza con le uscite pubbliche da parte dei soggetti più "invisi" al futuro candidato Firetto (vedasi l'ampio dispiegamento di forze nei confronti di Giogia Iacolino per un, tra l'altro, impreciso comunicato stampa sulla classifica di Italia Oggi). Ha annunciato l'avvio di una campagna chiamata "Dillo a Lillo" con cui dovrebbe ascoltare i problemi dei quartieri e dei cittadini. Le grane giudiziarie come il rischio di trovarsi rinviato a giudizio ad inizio anno per la vicenda dei bilanci "gonfiati" a Porto Empedocle sono però oggi certamente la sua preoccupazione più grande, tanto che, nei giorni scorsi, il primo cittadino non ha nascosto il proprio fastidio anche per un'altra vicenda, quella che riguarda il sequestro di Palazzo Colonna.  

Marco Zambuto. I primi manifesti elettorali sono proprio i suoi, anche se ad oggi non è ancora chiaro quale sarà lo schieramento che lo sosterrà alle elezioni, anche se l'ipotesi che poi sia il candidato di centrodestra in ottica "antimauriana" prima ancora che "antifirettiana" è la più probabile. Il motto già coniato è "Agrigento libera" ed è comparso in alcuni camion vela che era possible rintracciare in varie zone della città nei giorni scorsi. La sua presenza nel dibattito pubblico cittadino si è al momento affievolita, superata la fase in cui era necessario trovare innanzitutto una collocazione. Nessuna notizia del pur annunciato tour dei quartieri.

Aldo Piazza. E' per certi versi la "rivelazione" comunicativa di questa pre-campagna elettorale. Il già sindaco spinge molto sui social, dove ha una pagina facebook dove è anche comparso un video di candidatura in cui si scaglia contro i "poteri forti" e lo "stato quo". Anche lui ha annunciato l'avvio di una campagna di incontri di ascolto con i cittadini (chiamata "inPiazza") e ha un motto social: "#cambiamotutto". Quasi contestualmente alla sua "discesa in campo" è comparso un sito on line chiamato "agrigento2020.com" dove si usano, generalmente, parole di elogio proprio per Piazza. Impossibile risalire ai creatori, giacché il nominativo del possessore del dominio internet è stato schermato.

Franco Miccichè. Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Superata la lunga empasse sull'ufficialità della sua candidatura, archiviata la pur annunciata conferenza stampa (sostituita da due interviste ad altrettante testate giornalistiche), ad oggi si limita a giocare di "sponda", con l'area intorno alla sua candidatura che lascia trapelare solo poche informazioni, come la presenza di sei o addirittura sette liste di appoggio. Tutto è ancora da costruire, con l'obiettivo sempre e comunque di evitare che il "peso" delle formazioni politiche - e soprattutto il nome di Roberto Di Mauro - diventino la sua principale tara.

Davide Lo Presti. Nel rispetto dello stile sempre molto "british" che lo ha contraddistinto, ad oggi della sua candidatura si sa poco. Solo che c'è. Lo sostiene una pagina fb che si chiama "Restiamo ad Agrigento", che non è chiaro se sarà anche il brand anche durante l'agone politico.

E poi:

Peppe Di Rosa. Non sono candidato, ma non lo escludo. Più volte sollecitato ha sempre avuto una posizione chiara: non mi candido, ma solo se trovo qualcuno da sostenere come consigliere comunale. Se questo non verrà individuato, che farà? E soprattutto, chi sceglierà tra le tante figure oggi presenti? Ha speso parole di apprezzamento umano per tutti, tranne che per Firetto.

Movimento 5 Stelle. Al momento nessuna candidatura ufficiale e molte beghe interne da risolvere. Durante la visita di Di Maio ad Agrigento di ieri il deputato Michele Sodano ha preso l'argomento della campagna elettorale agrigentina, dicendo che qui sono candidati solo ex sindaci e un candidato che si presenta come civico ma ha dietro un "vecchio squalo" della politica agrigentina. Chiaro riferimento a Micciché e ovviamente Di Mauro. Non è ancora esclusa l'ipotesi che il M5S non esprima una propria candidatura autonoma, appoggiandosi ad un eventuale candidato esterno senza però le "stellette" di partito.

Pd: C'è nessuno in casa? I Dem sono dati vicini a Firetto, anche se parte della base non appare entusiasta dell'idea. Si vedrà più avanti cosa verrà materialmente deciso.

Lega: Tante voci, tanti volti, ne resterà solo uno. Forse. Al momento il partito sembra in fase di riorganizzazione complessiva. Sta ancora creando un gruppo (con tanto di viaggio all'estero con invito dell'europarlamentare, un must) e ha distribuito le prime cariche senza che però sia stato ad ora individuato un candidato. Si sta ovviamente aspettando il momento giusto. Forse.

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