Coronavirus e sbarchi di migranti, Donato (Lega): “I barconi vengano intercettati e dirottati su altri porti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

In piena emergenza coronovirus e in un Paese praticamente blindato dove gli Italiani stanno dando grande dimostrazione di responsabilità, la ministra dell’Interno Lamorgese decide di applicare le leggi a senso unico eludendo, invece, quelle che riguardano gli sbarchi dei migranti. È impensabile che in una situazione già di quarantena, dei 26 clandestini arrivati giovedì a Lampedusa, se ne possano aggiungere altri 85 che se in contatto con i cittadini lampedusani, potrebbero essere potenzialmente pericolosi per la loro salute”. È quanto afferma l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato, in riferimento allo sbarco a Lampedusa, ieri, di 85 migranti che oggi, invece, su decisione della prefettura di Agrigento sono stati trasferiti a Porto Empedocle. “Quello che dovrebbe essere fatto subito è intercettare le imbarcazioni di migranti, bloccandole e dirottandole verso altri porti. L’Italia e in particolare la Sicilia, dove l’approdo è più facile, stanno vivendo una gravissima emergenza e questo atto, da parte della Lamorgese, non può che connotarsi come irresponsabile”. “Mi associo all’appello lanciato dal sindaco di Lampedusa Martello e rivolto al governo al quale chiede ‘un provvedimento chiaro che valga anche in caso di eventuali sbarchi futuri, di fronte un’emergenza che impone misure severe, e queste devono essere rispettate da tutti’. “Qui - ha concluso l’europarlamentare - non si tratta di essere contro qualcuno, ma a tutela di qualcuno. E il popolo di Lampedusa, che per fortuna ancora non ha registrato alcun soggetto contagiato da coronavirus, deve essere preservato da un possibile e non improbabile contagio che venga dall’esterno. Questo è ciò che deve fare un governo e uno Stato di diritto in un cui la salute dei propri cittadini non può che essere, sempre e comunque, la priorità assoluta”.

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