Consiglio comunale, Giacalone scrive una lettera aperta: «Bisogna essere coerenti con se stessi»

Una lettera che ha più i tratti di uno "sfogo" dopo le pressioni che lo stesso avvocato agrigentino avrebbe ricevuto per schierarsi con questo o quell'altro partito dopo la sua dichiarazione di indipendenza. Circostanze che Giacalone non ha digerito ed ha spiegato nella sua lettera

William Giacalone

Il passaggio al Nuovo centrodestra di Gianluca Urso e la dichiarazione di indipendenza dal Pdr di William Giacalone avevano fatto subito intendere che al Consiglio comunale di Agrigento qualcosa stava accadendo. "Scosse di assestamento" le avevano definite gli addetti ai lavori. I più "maliziosi", invece, avevano già parlato di "compravendita" di consiglieri e di giochi di maggioranza tra i partiti. 

Ma per Giacalone, che stamattina ha diramato alla stampa una lettera aperta, bisogna «essere coerenti con se stessi nelle scelte di percorso fatte a cui si è creduto e per le quali si è lottato per tanti anni». 

Una lettera che ha più i tratti di uno "sfogo" dopo le pressioni che lo stesso avvocato agrigentino avrebbe ricevuto per schierarsi con questo o quell'altro partito dopo la sua dichiarazione di indipendenza. Circostanze che Giacalone non ha digerito ed ha spiegato nella sua lettera.

«Le delusioni che si provano nei confronti di persone o cose, - scrive Giacalone nella sua lettera - portano a profonde riflessioni su ciò che veramente è importante nella vita di un uomo. Quando poi queste delusioni si provano in un settore delicato della propria vita privata-pubblica allora queste riguardano tutti gli aspetti del proprio vivere, anche quello professionale. Ed allora ci si chiede, come può coniugarsi il concetto di delusione di uomini e cose con quello di mercificazione della propria posizione politica? Perché, a quanto pare, non è possibile scindere l’essere politicamente deluso dal fare mercimonio del proprio ruolo di consigliere comunale; non è ammissibile pensare che ci si dichiari politicamente indipendente per sole  ragioni  ideologiche e non perché vi siano dietro l’angolo sirene di altri compagini politiche che ti richiamano con esche più o meno reali. Francamente penso che le cose non stiano così, o almeno per me non sono mai state così, ma mi rendo conto della difficoltà di far comprendere che le ragioni di pensiero, i valori morali. sono più forti delle regole politiche non scritte che governano la politica della città. Comprendo chi consiglia che ad una dichiarazione di indipendenza debba seguire una dichiarazione di appartenenza e ringrazio tutti coloro i quali mi spingono a far questo o mi propongono percorsi alternativi invocando la sopravvivenza politica, ma a tutti vorrei rispondere che prima della sopravvivenza politica esiste la sopravvivenza delle idee e della coerenza delle proprie idee, esiste l’essere uomo e non traditore di ciò in cui si è creduto, esiste essere coerente con se stessi nelle scelte di percorso fatte a cui si è creduto e per le quali si è lottato per tanti anni. Cosa ne sarebbe, allora, della propria coerenza morale se avessero ragione coloro i quali consigliano dichiarazioni di appartenenza? Concludo pensando che dopo una dichiarazione di indipendenza politica vi sia solo la propria coerenza morale che, per quel che mi riguarda, sicuramente non porta a dichiarazioni di appartenenza ma a serie riflessioni su come continuare ad essere coerente con se stessi, a non tradire le proprie idee ed a prendere atto che la politica attiva ha regole di sopravvivenza sanguinarie che con tutta evidenza appartengono ad una nuova generazione della quale non mi sento di far parte, perché nell’occuparmi della cosa pubblica, tanti anni fa, mi hanno insegnato il rispetto ed il piacere del dibattito, oggi ho trovato invece arroganza ed arrivismo. Per cui preferisco rimanere coerente con me stesso e ringrazio tutti coloro che hanno creduto che il piacere del dibattito potesse far crescere questa classe politica preferendomi al consiglio comunale, ma mi accorgo che molti, e non tutti, la pensano diversamente. Come rimanere coerente con le proprie idee? C’è solo un modo! Ringrazio tutti coloro che hanno scritto il mio cognome sulla scheda elettorale e se lo hanno fatto è perché pensavano fossi coerente ed onesto. Non è per la sopravvivenza politica che tradirò onestà e coerenza».

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