Consiglieri di opposizione contro Di Naro: "Non convoca il Consiglio comunale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Abbiamo il sospetto che il Presidente del Consiglio non voglia convocare il Consiglio Comunale per timore che la sindaca non abbia i consensi necessari per approvare positivamente le proposte in essere, tutto ciò è inaccettabile e quasi comico se si considera che il Presidente del Consiglio deve garantire il rispetto di tutti i consiglieri ed avere un ruolo super partes. Ricordiamo che ci sono 9 proposte e 5 tra interrogazioni ed interpellanze ancora da affrontare dal 20 Settembre scorso proposte che già erano datate a cui si aggiungono le ulteriori proposte ed interrogazioni degli ultimi 2 mesi. E’ inconcepibile che il Presidente si ostini a non convocare il consiglio comunale per affrontare i punti e consentire un dibattito politico democratico nelle sedi adeguate. Il suo modo di gestire ci lascia particolarmente perplessi, non si possono fare consigli a distanza di un mese dall’altro con 20 punti all’ordine del giorno, tutto ciò è ingestibile e non permette un’adeguata discussione su proposte importanti oltre a continue cadute della pubblica assise per mancanza di numero legale.

Per tale motivo oggi abbiamo protocollato con nota prot. 50667 una richiesta di convocazione di Consiglio Comunale al fine di affrontare le proposte in essere, sollevandoci da ogni responsabilità in merito ad eventuali ritardi in cui si può andare in contro dovuti ai ritardi con cui le proposte vengono discusse nella pubblica assise.

Vogliamo ricordare inoltre al Presidente del Consiglio, che anche se non previsto nel Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, esiste l’istituto della Sfiducia al Presidente del Consiglio normato con Legge Regionale nr. 6 del 05/04/2011 articolo 10, che come sicuramente saprà anche se non previsto nel nostro statuto, per la gerarchia delle fonti può applicarsi al nostro comune, che testualmente recita “Nei confronti del presidente del consiglio provinciale e del presidente del consiglio comunale può essere presentata, secondo le modalità previste nei rispettivi statuti, una mozione motivata di revoca. La mozione, votata per appello nominale ed approvata da almeno i due terzi dei componenti del consiglio, determina la cessazione dalla carica di presidente.” Al momento non è nostra intenzione sfiduciare il Presidente, ma esso deve garantire ogni singolo consigliere comunale e non fare l’interesse del Sindaco.

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