Gradimento al capolinea, consiglieri contro Firetto: "La città torni al voto"

Lunga nota dei componenti di minoranza, i quali ribadiscono che oggi il sindaco è sprovvisto delle coperture politiche in aula

Lillo Firetto

La maggioranza traballa è l'opposizione alza la testa. Una nota è stata firmata da tutti i consiglieri comunali di minoranza, i quali accusano il sindaco Lillo Firetto di aver trasformato Agrigento in una "stella cadente". 

"Il popolo agrigentino - scrivono nella nota -  è seriamente preoccupato per le numerose criticità che giorno dopo giorno emergono a causa dell’incapacità gestionale e dell’arroganza di chi nega i problemi, senza neanche occuparsene, percependo il massimo delle indennità previste dalla legge. A distanza di tre anni emerge un quadro di un’amministrazione alla deriva, ci riferiamo alla vicenda Piano regolatore generale, Pudm, rifiuti, tessuto viario, pratiche di sanatoria, rete fognaria ecc, ecc, ecc".

Non solo, ma i consiglieri accusano il fatto che la delegittimazione del consiglio comunale sia "ormai, ha raggiunto livelli inaccettabili" . "Taluni consiglieri - continuano - addirittura scappano dall'aula, facendo cadere la seduta sol perché, altri consiglieri, viste le criticità finanziarie dell'ente, così come rilevato dalla Corte dei Conti si sono 'permessi' di proporre all'ordine del giorno per l'ennesima volta la mozione per ridurre le indennità dell'amministrazione Firetto e del presidente del consiglio comunale Catalano. I tempi ormai sono più che maturi, il gradimento  di questa amministrazione a nostro avviso e per la stragrande maggioranza degli agrigentini è arrivato al capolinea. La città è diventata un Hospice politico - amministrativo, l'amministrazione Firetto non ha più i numeri in consiglio comunale per governare questa città, altro che farla rinascere e cambiare". 

Secondo i componenti di opposizione sarebbe venuta meno la "necessaria ed indispensabile convergenza politica per attuare il programma che l’amministrazione pro tempore ha proposto agli elettori nel 2015. Non possiamo più tollerare che a pagarne il prezzo siano dipendenti e cittadini. La città va restituita al popolo agrigentino con il voto. Accenderemo un serio e duro dibattito  in Consiglio dove giace da parecchi mesi un ordine del giorno dedicato".  Il riferimento, abbastanza chiaro, è al punto proposto mesi fa sulla composizione della maggioranza.

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