Taglio delle indennità per gli amministratori? L'opposizione: "Imposta da etica e morale"

L'occasione è l'imminente discussione in aula delle misure correttive previste dalla Corte dei conti che prevedono l'aumento del costo dei servizi e un maggior potenziamento delle entrate tributarie

Una veduta di palazzo dei Giganti

Lacrime e sangue per il Comune di Agrigento e i suoi cittadini? Un “sacrificio” va richiesto anche agli amministratori comunali.

Così la presentazione in aula “Sollano” delle misure correttive, strumento essenziale, secondo amministrazione e revisori dei conti, per scongiurare i dissesto finanziario diventa opportunità per le opposizioni di riportare all'attualità una vecchia battaglia: la richiesta, appunto, di una riduzione delle somme erogate a sindaco, presidente del consiglio comunale e assessori, che oggi percepiscono l'importo massimo previsto per legge.

Dopo la nota stampa del Forzista Pasquale Spataro, a proporre l'adozione della misura, con una interrogazione, è l'indipendente Gerlando Gibilaro.

“L'etica e la morale – scrive - imporrebbero una dimostrazione di coerenza e di rispetto da parte di tutti gli amministratori del Comune nei confronti della situazione finanziaria dell'ente e degli agrigentini”, stante anche il fatto che oggi la città subisce il pagamento delle imposte ai massimi previsti e che, a causa dell'“armonizzazione contabile” per trent'anni vedrà comprimersi di oltre un milione di euro la capacità di spesa. “L’interrogante – scrive quindi Gibilaro - chiede modo chiaro e conciso, di conoscere se alla luce delle criticità finanziarie dell’ente, l’amministrazione pro tempore Firetto, intende inserire tra le misure correttive, anche quella che preveda la riduzione del 50% delle indennità percepite dalla Giunta e dal presidente del Consiglio, nonché quella di revocare gli incarichi retribuiti all’Ing. Lumera e al Dott. Rosso (rispettivamente capo ufficio di gabinetto e portavoce del sindaco ndr)”. Il risparmio, stante il calcolo realizzato da Spataro, sarebbe di circa 270mila euro annui.
Dicevamo all'inizio, più che un tema nuovo quello di cui stiamo parlando è una sorta di “evergreen”: fu sempre Gibilaro, nel lontano 2015, a proporre il taglio dei costi della politica. L'atto però non vide mai la luce, impallinato dalla maggioranza e da gran parte della stessa opposizione.

L'amministrazione comunale, dal canto suo, ha finora chiuso le porte a qualunque proposta di questo tipo. Se l'assessore al Bilancio Giovanni Amico aveva lasciato intendere che contestualmente all'avvio del percorso di risanamento sarebbe stato possibile fare qualche piccola “carezza” agli importi, oggi non è emerso nulla in tal senso.

Ma quanto costano gli amministratori?

I dati sono consultabili sul sito on line dell'ente. Il sindaco Lillo Firetto ha percepito 39.465 euro per il 2015 (ovvero, da giugno a dicembre) e 67.655 euro sia nel 2016 che nel 2017; il vicesindaco Elisa Virone ha percepito,rispettivamente, 29.599 euro nel 2015, 50.741 euro nel 2016 e 48.354 euro nel 2017; l'assessore Giovanni Amico 12.826 euro nel 2015 e 21.988 euro sia nel 2016 che nel 2017; l'assessore Gabriella Battaglia ha ricevuto nel 2017 24.707 euro; l'assessore Gerlando Riolo ha ricevuto 12.826 euro nel 2015 e 21.988 euro sia nel 2016 che nel 2017 e l'assessore Beniamino Biondi 12.826 euro per il 2015 e 43.976 euro l’anno per il 2016 e il 2017. Gli importi sono tutti da considerarsi al lordo delle imposte dovute.


 

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