Situazione finanziaria del Comune, "Uniti per la città": "Pretendiamo chiarezza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“O la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. O al Comune di Agrigento sta andando in scena l’ennesima farsa. Ma a danno, questo l’elemento più grave, dell’Ente e dei cittadini”. Il gruppo consiliare “Uniti per la città” smaschera il bluff in corso nella stanze che “contano” di Palazzo dei Giganti.

“L’occasione, qualora fosse stata necessaria la conferma – affermano i consiglieri Gerlando Gibilaro, Giuseppe Picone, Angelo Vaccarello e Marco Vullo – è stata la mozione, proposta da noi, bocciata dall’Aula nelle scorsa seduta. Vista la difficile situazione economico-finanziaria, il nostro intendo era di revocare in autotutela gli incarichi esterni a Rosso e Lumera. Ma il segretario generale Rizzo, che è lo stesso che ha operato in tandem con Firetto a Porto Empedocle, prima del voto ha voluto sottolineare  come il Comune di Agrigento “sulla base del  consuntivo 2015 non sia strutturalmente deficitario".

Dichiarazione che ha portato i consiglieri di maggioranza a dire no alla nostra iniziativa, finalizzata a contenere la spesa pubblica. Il segretario però – osservano i quattro consiglieri – ha dimenticato di comunicare all’Assise che,  ad oggi, per l'anno 2016 manca la certificazione o valutazione dei parametri, necessaria per attestare se l’Ente è strutturalmente deficitario sulla base della nuova normativa della cosiddetta armonizzazione finanziaria. Questa è comunque la mano destra, quella allungata del sindaco, il quale poi, qualche ora più tardi, ha esibito la mano sinistra, utilizzando l’assessore al bilancio.

Giovanni Amico, attraverso la stampa, smentisce di fatto la mano destra. Ecco le sue parole: "Entro l'autunno sarà predisposta la richiesta al ministero dell'Interno per tentare di accedere al piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Approvato il bilancio, potremo avviarci verso questo percorso. Anche perché, secondo me, non abbiamo più margini per fare altro. Abbiamo montato e smontato i conti e non abbiamo trovato altra strada percorribile. E' evidente che il piano di pre-dissesto da solo non basta".

“Emerge dunque un paradosso firettiano in piena regola -  concludono Gibilaro, Picone, Vaccarello e Vullo – che non può passare inosservato. Pretendiamo, nell’interesse della città e nel rispetto dei cittadini e delle istituzioni, spiegazioni pubbliche”.

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