Carlisi all'attacco della maggioranza: "A che gioco state giocando?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

A che gioco state giocando?
Ieri , nella seduta del Consiglio comunale, riunito dopo oltre 10 giorni per parlare esclusivamente di Prg, c’è stata la richiesta, da parte di un assessore, di rinviare la seduta di una settimana per permettere la riflessione sulle direttive generali. Nella votazione del rinvio è caduto, però, il numero legale e quindi la seduta verrà riconvocata oggi: si presenterà qualcuno? La seduta veniva da altri rinvii, sedute cadute, rimproveri della maggioranza all’opposizione che DEVE mantenere il numero legale con la palesata possibilità per la maggioranza di chiudere gli interventi in mancanza del numero legale per passare direttamente al voto e mettere l’opposizione alle corde nella seduta di prosecuzione.
Ieri sera, dopo l’esposizione delle direttive da parte dell’assessore al ramo, sono apparsi i primi timidi segnali di perplessità, in particolare sulla parte della proposta che modifica la zona di viale delle Dune. Così, dopo avere cercato il voto, ora, anche e soprattutto da parte di chi DEVE votare, si cerca di capirne di più. Era possibilità del Consiglio aprirsi alla condivisione confrontandosi con associazioni e professionisti sugli argomenti del PRG, possibilità che non è stata colta e ieri, tanto per cambiare, sembrava che la presidenza mi desse la colpa, di non averlo detto prima in consiglio (e che me li leggo solo io gli atti?). Quindi se fino a qualche giorno fa sembrava tutto bellissimo e si era pronti per il voto, ora spuntano le
perplessità e non si può nemmeno dire che esistono, negli step della procedura di approvazione, occasioni
di confronto. Come al solito il consiglio non è mai coinvolto dall’amministrazione ma deve solo ratificare quanto deciso. A
mio avviso il lavoro sull’approvazione delle direttive generali doveva coinvolgere i consiglieri anche fuori dall’aula ma, fin dall’inizio, è stato caratterizzato da un “al voto, al voto”. Probabilmente qualcuno, per compiacere l’amministrazione, ormai anche abbastanza “spregiudicamente”, da questa impronta alle sedute, convocate solo al fine di approvare gli atti indispensabili per l’ente e/o che vengono dalla giunta. Gli ordini del giorno languono e non si allungano solo perché, ormai, si è capito che è inutile aggiungere atti che, probabilmente, non verranno mai votati. A proposito di votazioni, ieri per la commissione sui debiti fuori bilancio, che si avvia ad essere una mera “contatrice” di debiti per indicare la proporzione fra le varie tipologie, si è votata presidenza e vice presidenza. Hanno fatto saltare, la settimana scorsa, la prima votazione, invocando la democrazia perché eravamo solo 3 su 5, ma in realtà dovevano semplicemente trovare il tempo di mettersi d’accordo. E così ho saputo del risultato della votazione prima della votazione, perché hanno anche fatto circolare la
notizia. I nuovi presidente e vice presidente, hanno grossissime difficoltà a partecipare alle sedute (uno vive addirittura a 1000 km di distanza), però, dopo essersi proposti per l’elezione come membri ora sono “stati proposti” anche per “guidare” i lavori, come al solito si guarda all’onore piuttosto che all’onere che dovrebbe garantire un risultato.
Tanto sono tranquilli per la segretezza dei lavori che non permetterà nemmeno le sostituzioni. 

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