Viale dei pini, Bellini (Pd): «Con gli Ordini professionali disegnare una città nuova che mantenga la sua identità»

Per Bellini occorre promuovere un momento pubblico di riflessione su come riorganizzare tutto il sistema di gestione del verde pubblico di Agrigento, coinvolgendo l’Università, gli ordini professionali, gli operatori specializzati, le associazioni culturali e ambientaliste per il viale dei Pini, ma non solo, visto che il problema si ripete analogo in diversi punti della città

Una comunità può dirsi tale quando si riconosce e s’identifica in alcuni luoghi fisici a cui si attribuisce una valenza e una importanza anche superiore a quella effettiva. E' quanto afferma il segretario del circolo "Berlinguer" del Pd, Epifanio Bellini, intervenendo sulla vicenda del viale dei Pini.

«Abbiamo dimostrato di essere comunità visto non solo la considerazione che ha portato l’Amministrazione attiva a inserire un’idea d’intervento tra le azioni del piano triennale delle opere pubbliche, quanto per le diverse reazioni che questa decisione ha suscitato, che, oltre ai toni forse troppo aspri, evidenzia comunque che quel viale alberato per gli agrigentini è diventato un topos, ovvero un luogo che insieme a tanti altri definisce la percezione che noi abbiamo della nostra città - ha detto Bellini -.

Che un intervento sia però necessario sembra evidente a tutti e fa bene quindi l’Amministrazione a sollevare il problema e a trattarlo sia dal punto di vista della sicurezza e della pubblica incolumità che sotto quello tecnico economico, tenendo conto sia dell’effettivo stato di fatto che degli eventuali costi delle diverse ipotesi progettuali. Parimenti bene fa chi su questa decisione chiede un supplemento di riflessione e di valutazione - aggiunge il segretario del circolo del Pd - se il fine e l’obiettivo condiviso è addivenire ad una soluzione che salvaguardi gli interessi di tutti senza privare gli agrigentini di un pezzo della loro identità, verificando preventivamente le eventuali strade alternative. 

Occorre promuovere un momento pubblico di riflessione su come riorganizzare tutto il sistema di gestione del verde pubblico di Agrigento, coinvolgendo l’Università, gli ordini professionali, gli operatori specializzati, le associazioni culturali e ambientaliste alla ricerca anche della soluzione maggiormente condivisa per il viale dei Pini, ma non solo, visto che il problema si ripete analogo in diversi punti della città (come per esempio in via Esseneto). 

Del resto avendo il Pinus Pinea una vita media che raramente supera i 100 anni e tenuto conto che è evidente che per Agrigento si è aperta una grande fase di cambiamento della propria fisionomia, di cura urbanistica e decoro urbano, rilanciamo l’invito unendolo alla possibile rivisitazione complessiva non solo del verde pubblico ma anche dell’assetto urbanistico e della mobilità (penso per esempio al senso unico di marcia su viale dei Pini inserito nel Pum per la stagione estiva ma che si potrebbe immaginare permanente con relativo allargamento dei marciapiedi e delle aiuole), attraverso l’apporto di tutte le sensibilità e professionalità disponibili nel disegnare una città nuova che non perda la propria immagine e conservi gelosamente i propri topos.

A tal proposito, poco tempo fa, era stata proposta agli Ordini professionali la costituzione di tavolo di lavoro permanente - conclude Bellini - che interloquisse con l’Amministrazione per la trattazione e la discussione di tematiche di ordine tecnico e di pianificazione di medio e lungo periodo che oggi potrebbe essere di grande utilità nel solco di un partenariato e di una condivisione di responsabilità pubblico-privato, oggi arma in più per la realizzazione di programmi di trasformazione territoriale e sociale complessi. Per questa e per le numerose sfide che ci attendono, oggi è il momento di realizzarlo».


 

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