Decreto cura Italia, Annalisa Tardino: "Partite Iva abbandonate, necessarie modifiche"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“Il decreto cd “Cura Italia”, di cui sono circolate mille versioni, sintomo della confusione regnante oggi al Governo, crea lavoratori di serie A e serie B.

Giusto e sacrosanto il sostegno ai lavoratori dipendenti, ma le altre categorie non possono essere abbandonate durante questa emergenza. Stiamo in queste ore attenzionando le misure previste per tutti i professionisti a Partita IVA, senza distinzione, lavorando a tutela di chi è meno garantito.

Il decreto, che più che una cura sembra un cerotto malmesso, prevede 600 euro una tantum per i professionisti iscritti all’INPS, che già di per sé è una misura a dir poco insufficiente, e l’istituzione di un fantomatico “Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19”, per le Partite IVA iscritte alle casse private, apparso solo dopo le prime critiche sull’assenza di previsioni a sostegno di questa categoria.

Un articolo, il 43, che non indica cifre ma parla di generica indennità, la cui misura e relativi criteri di attribuzione verranno stabiliti con un decreto del Ministero del Lavoro, da adottare entro 30 giorni! Una misura a dir poco ridicola, che è sintomatica del trattamento riservato da questo Governo ai professionisti, che al momento non lavorano. Serve coraggio, serve lungimiranza: noi chiediamo modifiche urgenti e i nostri Senatori sono già al lavoro alle proposte di emendamenti, per riconoscere a questi lavoratori la dignità che meritano.

Lo dichiara in una nota Annalisa Tardino, Deputata della Lega al Parlamento europeo.

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