Rilanciare l'attività del partito, partendo dal confronto tra i responsabili ai vari livelli sui territori, per restituire entusiasmo e slancio al Pdl. E' questa la richiesta che il vicepresidente vicario del Consiglio provinciale e consigliere del Popolo della libertà Mario Lazzano avanza ai vertici del suo partito in vista delle prossime elezioni regionali che dovrebbero tenersi a fine ottobre prossimo.
Lazzano, smarcandosi dalle posizioni assunte dal suo partito a livello locale in occasione delle elezioni amministrative ad Agrigento, chiede di "ridare entusiasmo a chi crede ancora come me nel progetto politico di Angelino Alfano prossimo candidato Premier, dopo ovviamente le primarie a livello nazionale che ne sanciranno la vittoria". Il tutto deve partire, secondo il saccense, da un lavoro sulla classe dirigente del partito. Posizione non nuova da parte del consigliere provinciale e già portata avanti a livello locale circa un anno fa.
Il percorso tracciato è quello degli stati generali del partito confrontandosi e tirando in ballo "tutta quella gente che fino ad oggi ha campato di rendita di posizione, soprattutto di tutti quelli che hanno entusiasmo, energia, voglia, idee da proporre e da portare avanti senza se e senza ma ragionando sul passato per farne tesoro e proiettarsi nel futuro. Occorre discontinuità col passato, senza però non tenere in considerazione che vi è tanta gente che ha la voglia di spendersi per il partito e gli italiani. I risultati delle scorse Amministrative, tranne in qualche isola felice come la mia Sciacca dove abbiamo vinto al primo turno con la candidatura azzeccata di Fabrizio Di Paola, devono farci riflettere seriamente". In tal senso, aggiunge il consigliere, andranno recuperati uomini e donne che fino ad oggi sono stati tenuti ai margini del Partito o peggio che si allontanati in quanto non hanno trovato interlocuzione all'interno del Pdl.
Una riflessione, che secondo Lazzano deve partire dalle linee seguite a livello locale, applicando ove necessario anche le sanzioni previste dallo statuto del partito. "All'interno del Pdl - prosegue - occorre aprire un serio e franco dibattito interno, libero ed onesto che arrivi ad una sintesi. Basta col moderatismo a tutti i costi, il voto recente alle amministrative ha dimostrato che la gente è arrabbiata e questa arrabbiatura l'ha manifestata o col non voto disertando le urne per la disaffezione che nutrono verso tutti i partiti o incanalando la protesta verso il movimento dei Grilllini, che come sta dimostrando a Parma non rappresenta che un bluff".
(gis)
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