Il candidato Aldo Piazza: "Il turismo non è in grado di sostenere, vanno rivisti gli accordi con il Parco"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Nella città dei templi c'è una forte rassegnazione che si avverte a tutti i livelli sociali ma soprattutto anche nei giovani. La speranza di lavorare e vivere ad Agrigento, creando famiglia e opportunità lavorative è tracimata nel triste evento dell'emigrazione. Lo stesso canale turistico non è più in grado di sostenere gli attori primari, come hotel e ristoranti, e di conseguenza anche tutto l'indotto è in profonda crisi. Vanno rivisti gli accordi regionali con l'ente parco per lo sbigliettamento e va chiesta una maggiore autonomia del comune nella gestione delle risorse archeologiche. La città chiede a gran voce la normalità e questo dovrebbe farci riflettere. Se contrapponiamo all'evoluzione dei servizi anche l'amministrazione ordinaria vuol dire che Agrigento è morta da tempo. Gli attori politici non hanno mai saputo cogliere gli spunti che provenivano dalle periferie. Non hanno più ascoltato e incontrato la gente ma solo le indicazioni politiche di una macchina clientelare, logorante e distruttiva. Come avere speranza quindi? Senza la forza di cambiare non si potrà mai iniziare un percorso diverso. Infatti tutte le candidature attuali sono proposte della politiche! Evocano ancora una volta la stessa strada che ci ha portato ad essere ultimi, non solo come città ma come popolo. Io continuo la mia battaglia da uomo libero con una sola e determinata convinzione: non può più essere una scelta politica ma una scelta del popolo.

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