"Ripartire dal centro storico", ingegneri e architetti a confronto per il rilancio

Seminario con esperti del settore al Collegio dei filippini, i professionisti hanno indicato un'idea progettuale

Un momento dell'incontro al Collegio dei filippini

"Ripartire dal centro storico per avviare percorsi di sviluppo e riqualificazione che interessino tutta la città, fornendo a chi decide di investire nel cuore antico di Agrigento agevolazioni, incentivi e minori pastoie burocratiche". 

Sono questi alcuni dei risultati emersi al termine del seminario “Ripartire dal Centro", promosso dall’Ordine degli ingegneri di Agrigento, da quello degli architetti e patrocinato dall’Amministrazione comunale del capoluogo. 

“Gli ordini professionali hanno voluto organizzare questo momento di incontro, fuori dalla liturgia e dei riti che più volte si sono succeduti per celebrare una capacità di  intervento in centro storico che poi in realtà ha mostrato tutti i suoi limiti – ha spiegato il vicepresidente dell’Ordine degli ingegneri, Epifanio Bellini -. Crediamo che determinati  processi debbano essere rivisti mettendo al centro la riqualificazione e la rivitalizzazione  del centro storico".

“Se applicato a tappeto, il Sismabonus porta con sé l’effetto positivo di una diminuzione del rischio sismico dei centri storici – spiega Calogero Cucchiara, docente di Tecnica delle Costruzioni dell’Università di Palermo, consigliere provinciale dell’Ordine degli Ingegneri, relatore e promotore dell’iniziativa di ieri  -, ma potrebbe anche creare lavoro, non solo per i tecnici e le imprese che sarebbero occupate nelle opere di messa in sicurezza, ma per tutto il tessuto: tanti centri storici hanno fatto la loro fortuna grazie a percorsi di riqualificazione". 

Sul tema delle agevolazioni economico-burocratiche è intervenuto anche don Giuseppe Pontillo, direttore dei Beni culturali ed Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Agrigento e del Mudia, il museo diocesano. “Il futuro del centro storico – ha detto - è certamente legato all’asse di via Duomo, dove insiste la cattedrale, segno di speranza e punto di arrivo sicuro nei percorsi di visita turistica, e l’itinerario ‘Arte e fede’, ma accanto a questo servono percorsi nuovi che se da un lato possono portare al recupero dell’esistente da un punto di vista urbanistico, dall’altro debbono fornire agevolazioni ai privati che vogliano investire  nel centro storico". 

Della necessità di affiancare a questi percorsi di agevolazione economica ad un ragionamento complessivo su infrastrutture e strumenti urbanistici è stato il presidente dell’Ordine degli Architetti Alfonso Cimino. “Agrigento - ha detto - ha un centro storico meraviglioso, ma cinquant’anni di cattiva pianificazione urbana di questa città, vuoi anche per l’evento franoso, hanno svuotato quell’immenso patrimonio artistico, sociale e culturale. Come recuperarlo? Innanzitutto riaggregando le periferie al centro, fermando l’ormai inutile consumo di suolo per la costruzione di nuovi edifici, stilando un piano economico e commerciale dedicato alla città perché le vetrine di via Atenea tornino ad essere aperte".

Al seminario presente anche il sindaco Lillo Firetto, che oltre a portare i saluti ha raccontato la genesi e la struttura del progetto “Girgenti”, che porterà alla riqualificazione di ampie parti del centro storico, visto però come “periferia degradata”, stante che il bando Statale che ha finanziato l’iniziativa era appunto dedicato ai territori in cui fossero presenti fenomeni di marginalità sociale.  
“Ricordo che discutevamo di quale quartiere periferico candidare, visto che, appunto, si  parlava di periferie - ha spiegato -.  Non si facevano i conti con la filosofia di  quel  bando voluto da Renzo Piano, che esprimeva cioè la necessità di creare dei rammendi alle città".

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