Nessuna certezza, Mucci racconta il triste Natale dei netturbini di Lampedusa

Dal sindacato una nota aspra: “Non è cambiato nulla, si continua senza stipendi e senza Tfr”

Non sarà un Natale come tutti gli altri quello che sta per arrivare per i netturbini che prestano servizio a Lampedusa. È quanto denuncia Aldo Mucci, dell’Unione sindacale di base, che scrive una nota.

“Manca soltanto qualche settimana a Natale, giorno in cui più o meno si prepara una cena da festività in famiglia e regali sotto l’albero per figli e nipoti – scrive –. Gli spazzini di Lampedusa hanno rinunciato all’albero, ai doni da mettere sotto l’albero, al milione di euro ‘sparito’ nel nulla, al sindaco in ‘vacanza’ in Marocco, alle aziende statiche Iseda Sra Seap, alla Commissione di Garanzia scioperi, all’Anac, al prefetto, al consiglio comunale, al presidente Musumeci”.

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Una nota con un tono duro quella di Mucci che sottolinea anche come lo situazione non sia cambiata affatto. “Resta in quello stesso disastroso stato di licenziamento senza garanzie di riassunzione con il nuovo contratto che il Comune delle isole Pelagie dovrebbe firmare, senza gli ultimi sei mesi di stipendio, senza parte della quattordicesima mensilità, senza Tfr”. 

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