Come proteggersi dalle zecche

Sono parassiti piccoli ma terribili e si risvegliano nel periodo estivo. Ecco come proteggersi

Le zecche sono piccoli insetti che parassitano gli animali (cani, topi, uccelli, ovini, animali selvatici) e occasionalmente anche l'uomo, nutrendosi del loro sangue. Le loro dimensioni variano a seconda dello stadio di sviluppo (larva-ninfa-adulto) da 1 a 3-4 mm, ma possono raggiungere anche il centimetro quando sono piene di sangue dell'ospite. Sono esseri molto piccoli, ma “assetati di sangue” e pronti a tendervi l’agguato ad ogni passo. 

Nelle nostre zone si possono incontrare prevalentemente due tipi di zecche: la zecca dei boschi, che può rendersi responsabile della trasmissione all'uomo di alcune malattie, come la malattia di Lyme, e la zecca del cane, che normalmente parassita solo il cane e solo eccezionalmente si attacca all'uomo o ad altri animali; quest'ultima può rendersi responsabile della trasmissione all'uomo di una malattia chiamata febbre bottonosa (una rickettsiosi). Entrambe le malattie, se individuate per tempo, sono curabili con antibiotici specifici.

Le zecche dei boschi vivono nell'erba e nei cespugli, in particolare nel sottobosco e nelle zone umide e ombreggiate con vegetazione bassa ed un letto di foglie secche. Sono presenti in diverse aree del nostro territorio, soprattutto nelle zone collinose e montane (in genere al di sotto dei 1000 metri di altitudine). Il periodo critico, in cui la zecca si può attaccare all'uomo, è quello tardo-primaverile ed estivo, quando la necessità di un pasto di sangue la spingono a cercare un ospite.

La zecca che parassita il cane predilige invece particolari aree come gli ammassi di macerie edili, le cucce, le cataste di legname soprattutto nelle zone d'ombra. Anche questo tipo di zecca è particolarmente attiva nel periodo tardo-primaverile ed estivo.

Le malattie trasmesse dalle zecche

La puntura di zecca può trasmettere all’uomo malattie molto pericolose che, nel corso degli ultimi anni, hanno visto un significativo incremento in molte aree del territorio italiano, proprio a causa del morso di zecca. Durante il pasto, infatti, le zecche possono contagiare l’ospite con diversi agenti patogeni (virus, e batteri), responsabili di infezioni che, se non riconosciute e curate in tempo, possono avere conseguenze anche gravi, come la malattia di Lyme e la TBE o meningoencefalite.

Come proteggersi

Per prevenire questo tipo di contagio è importantissimo prima di tutto evitare di essere morsi e, se questo avvenisse, rimuovere la zecca il prima possibile, visto che più il pasto si prolunga, più aumentano le possibilità di contagio. Ecco qualche consiglio su come difendersi dalle zecche:

  • Innanzitutto guardatevi intorno durante l’escursione, cercando di capire quanto l’ambiente che state attraversando sia favorevole alla proliferazione delle zecche (un’escursione in una zona di pascolo, fra ruscelletti, cespugli d’erba e vegetazione incolta dovrebbe far scattare qualche campanello d’allarme…);
  • Tenete conto anche della stagione: le zecche sono attive soprattutto dalla primavera all’autunno;
  • Durante le escursioni indossate indumenti di colore chiaro, che facilitano l’individuazione del parassita;
  • Usate indumenti che coprano il più possibile il corpo: magliette a manica lunga, pantaloni lunghi e calzini sopra pantaloni (non sarà elegantissimo ma così lascerete alle zecche meno spiragli possibile per raggiungere la vostra pelle);
  • Nelle zone dove è accertata l’infestazione da zecche conviene utilizzare gli appositi prodotti repellenti che si possono acquistare nelle farmacie e si applicano sugli abiti o sulle parti scoperte del corpo (ovviamente seguendo scrupolosamente le avvertenze d’uso);
  • Durante la camminata cercate di restare sui sentieri, evitando il più possibile il contatto con erba e cespugli;
  • Al rientro dall’escursione spazzolate con cura i vestiti e controllate voi stessi. Tenete conto che le zecche scelgono con cura il luogo del pasto (in media impiegano fino a 24 ore per trovare il loro posto a tavola…) e prediligono le zone dove la pelle è più sottile e irrorata come l’inguine, le ascelle, l’addome o il cuoio capelluto. Effettuate un controllo accurato di tutto il corpo, possibilmente con l’assistenza di un’altra persona.

... e per le zecche dei cani

  • Controllare sistematicamente e trattare il proprio cane con prodotti specifici sottoforma di spray, collari, polveri o spot on (es. Bolfo, Frontline).
  • Controllare spesso la cuccia e i luoghi dove di solito staziona il cane e trattare con prodotti adeguati, anche a scopo preventivo.

Cosa fare se si viene punti?

E' molto importante rimuovere correttamente la zecca. Bisogna afferrarla con una pinza il più possibile vicino alla cute, evitando di schiacciare e torcere il parassita. Una volta estratta, la zecca non va toccata a mani nude e va bruciata o gettata nel water. La zona cutanea colpita va lavata accuratamente con acqua e sapone e disinfettata, mantenendola sotto controllo per almeno 30-40 giorni; in caso di comparsa di arrossamento o altri sintomi è opportuno consultare il medico.

E' bene evitare metodi di estrazione non corretti, come l'impiego di oli, benzina, acetone, prima di procedere all'estrazione, l'estrazione con le mani e l'uso di pinzette arroventate, per non aumentare il rischio di infezioni.

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