Venerdì 30, sabato 31 marzo e domenica primo aprile, il regista Ferdinando Ceriani fa rivivere il teatro di Luigi Pirandello, con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, nella celeberrima opera “Questa sera si recita a soggetto”.
“Tutto il teatro recita!” scriveva entusiasta Pirandello dopo aver assistito alla prima, in Germania, dell'opera scritta nel 1930.
LA TRAMA. Mentre il pubblico del teatro è in attesa che cominci lo spettacolo si sente un altercare dietro il sipario del palcoscenico che a mano a mano diventa una vera e propria lite. Alcuni spettatori dalla platea e dalla galleria reclamano il silenzio e poi a sipario alzato continuano a discutere con il regista, il dottor Hinkfuss, mentre gli attori della commedia sono scesi in sala confondendosi con il pubblico.
Il motivo della discussione riguarda la messa in scena della commedia che si basa sulla novella di Pirandello Leonora addio! che deve essere rappresentata a soggetto, senza un copione determinato. Il regista, forse per la sua mentalità tedesca, vuole spezzettare il racconto in precisi quadri e scene di gusto spettacolare e formale, facendo così perdere l'intensità dei sentimenti rappresentati nella commedia che riguarda una passione forte ed intensa come la gelosia. Di parere tutto contrario a quello del regista sono gli attori che reclamano la loro libertà d'interpretazione, il diritto alla spontaneità dei sentimenti rappresentati, dove potrà evidenziarsi il loro talento recitativo.
E sono loro ad averla vinta e a dare inizio alla rappresentazione della commedia che racconta della gelosia di Rico Verri per la moglie Mommina che in passato ha avuto delle cadute da farsi perdonare ma che il marito, pazzamente geloso, non riesce a dimenticare costringendola a rimanere segregata in casa. Ad alleviarle i tormenti subìti dal marito sopraggiunge a far visita a Mommina sua sorella che deve interpretare nel teatro del paese Il Trovatore. Mentre Mommina canta con la sorella l'aria Leonora addio che le rammenta la sua spensierata giovinezza perduta, cade morta.
La stessa attrice che sta interpretando con tutta se stessa il personaggio di Mommina, cade a terra tramortita, quasi esanime anche lei. Il regista freddamente allora dichiara che l'accaduto dimostra la sua tesi: il teatro è spettacolo esteriore e gli attori devono recitare secondo un preciso copione mantenendo sempre separato il loro ruolo scenico dalla loro stessa interiorità.
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