A Comitini "Ricordando Mariuccia Linder"

Una foto di scena

Il Comune di Comitini, anche quest’anno, ripropone l’evento “Ricordando Mariuccia Linder" giunto ormai alla sua quinta edizione evento per ricordare la poliedrica attrice agrigentina scomparsa.

In occasione di questa serata è prevista la presenza di ospiti strettamente o indirettamente connessi al mondo lavorativo e affettivo di Mariuccia Linder che ne faranno rivivere il ricordo attraverso la lettura di scritti e poesie da lei composti o a lei dedicati, oltre la proiezione di video riguardanti la poliedrica attrice. Per tale occasione l’associazione culturale musicale “La Fiesta” mette in scena venerdì 2 settembre, alle 21, in piazza Umberto I, "Studio Cappelli... le visioni" di Antonello De Rosa, con Alice Ferlito e Francesco Bernava.

Il testo è insidioso e pieno di trabocchetti. Il delirio naturalistico e minimale, ambientato in una miserabile Italietta degli anni Sessanta, a una lettura poco attenta può sembrare scarsamente dotato di una vena originaria limpida e necessaria; ma ad uno sguardo più accorto non sfugge la mostruosa e depravata sottocultura piccolo‐borghese che invade ogni respiro del dramma, incarnandosi in una donnina in apparenza docile e insignificante. L’intelligenza dell’autore sta nel nascondere, dietro la follia della normalità, un processo culturale drammatico che ha vissuto il nostro paese: la protagonista del dramma porta in sé la miseria degli anni in cui divenne importante avere piuttosto che essere.

Ecco, sulla scena Anna e Tonino: Anna, ombra leggera e incerta continuamente alla ricerca di se,delle sue radici,dei suoi ricordi, dei suoi affetti, della sua verità di donna. Tonino, ombra ossessiva. Ombra della passione di Anna. Ossessione di Anna. Lentamente prendono corpo le sue ossessioni,macerate in lunghe solitarie notti nel chiuso di una stanza in una penombra, in uno spazio ideale dove anche il reale è destinato a sfumare nel sogno e la verità nella finzione. La scena è nelle sue linee molto essenziale ma,contemporaneamente, tende ad evidenziare e sottolineare l’indole ossessiva della protagonista. Gli elementi presenti più che descrivere un ambiente servono ad evocare e suggerire un’atmosfera evanescente e rarefatta. Un sapiente gioco di luci,mai piene ma sempre lievemente soffuse, aiuta a creare una leggera penombra,spazio ideale dove possono prendere corpo le fantasie di Anna.

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