Calo dei turisti in città, Vittorio Messina: "Fenomeno da non sottovalutare"

Il presidente di Assoturismo Confesercenti chiede maggiore programmazione e più decoro

Vittorio Messina

"Il vistoso calo di presenze turistiche, registrato nell’agrigentino da maggio a fine agosto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rappresenta un segnale da non sottovalutare anche se sicuramente nella perdita di 20.000 unità il cattivo tempo che ha caratterizzato tutto il mese di maggio ha avuto la sua parte".

E' un'analisi in chiaroscuro quella tracciata dal presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina dopo l'individuazione di un calo significativo del numero dei turisti in città.

Il già presidente della Camera di Commercio evidenzia in particolare "lo scarto che si registra tra gli accessi alla Valle dei Templi e le  presenze in città", dato che questo conferma "che non si è riusciti a rendere attrattivo il centro storico di Agrigento che ha tutti i toli per essere considerato il cuore di una grande città d’arte". Una situazione che avrebbe destato "preoccupazione tra gli operatori del settore" nonostante Agrigento avrebbe le caratteristiche per essere una città d'arte. "L’arte - dice - è una grande motivazione di viaggio e le ricerche dimostrano che, rispetto al passato, il turista oggi si muove spinto dalla motivazione più che dalla destinazione. Ma, a volte, i luoghi d’arte e cultura hanno difficoltà a intercettare i flussi turistici - continua - perché non dispongono di competenze e relazioni adeguate. Bisogna allora mettere in comunicazione diretta questi due mondi, per sviluppare nuovi e significativi flussi turistici. Il mondo dell’arte e della cultura è oggi più che mai alla ricerca di nuove fonti di sostegno economico. Aumentare il flusso di viaggiatori  - continua - obbliga a risolvere problemi legati alla tipologia di questi flussi, alla corretta gestione e uso del patrimonio artistico e dei beni culturali".

Messina  ritiene inoltre "fondamentale lavorare affinché l’offerta turistica, artistica e culturale sappia raccogliere la sfida dell’integrazione e della digitalizzazione. In questo senso bisogna lavorare per rispondere alla necessità di un ecosistema digitale culturale, che permetta di mettere ordine nell’intricato panorama di soluzioni e servizi attualmente disponibili e di attivare un nuovo scenario di fruizione di dati specificatamente progettato per il visitatore d’oggi. Per mettere in comunicazione i siti culturali con i turisti - prosegue - serve in particolare dedicarsi all’offerta di forza lavoro qualificata e alla diffusione di campagne di marketing efficaci, all’arredo urbano che consenta una gradevole fruibilità e accessibilità del patrimonio culturale, alla sua adeguata tutela e valorizzazione, cioè ad un insieme di elementi che chiama in causa molteplici centri decisionali, che devono agire in maniera unanime e concorde".

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