Vertenza Italcementi, gli ex lavoratori chiedono un faccia a faccia col prefetto

I sindacati: "La preoccupazione è che questo dramma possa causare seri danni alla salute di questi ex dipendenti privi, oramai da anni, di qualsiasi forma di ammortizzatore sociale"

Una veduta dell'ingresso dell'Italcementi

I lavoratori, ex dipendenti, della Italcementi di Porto Empedocle hanno deciso, ancora una volta, di farsi sentire. Accompagnati dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil di categoria tornano in Prefettura per reclamare un incontro che doveva avvenire il 16 novembre 2019 e che ad oggi non è ancora avvenuto. "Quello che preoccupa, ancora di più, è il silenzio che rischia ancora una volta di uccidere le speranze di questi ex-lavoratori che appaiono ormai logorati da una vertenza che va avanti dal mese di giugno 2012 caratterizzata da esiti alquanto incerti - hanno scritto il segretario generale Fillea-Cgil  Vito Baglio e il vice reggente Filca-Cisl Francesco Sodano - . La preoccupazione delle organizzazioni sindacali Fillea-Cgil, Filca–Cisl e Feneal-Uil è che questo dramma possa causare seri danni alla salute di questi ex dipendenti privi, oramai da anni, di qualsiasi forma di ammortizzatore sociale".

Gli ex lavoratori e i sindacati chiedono al prefetto un intervento "per sollecitare Italcementi, il Comune di Porto Empedocle e Sicindustria di Agrigento, firmatari di un protocollo d’intesa stipulato ala Prefettura di Agrigento il 19 ottobre del 2017, ad adempiere gli impegni assunti. Confidiamo in un suo intervento - Baglio e Sodano hanno lanciato una sorta di appello al prefetto Dario Caputo - affinché questo lungo calvario possa avere fine ridando un lavoro dignitoso a questi ex lavoratori  in modo che possano ritornare a soddisfare le esigenze primarie delle proprie famiglie".

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