Quel turismo che non decolla, Picarella: "Manca una cabina di regia"

Il presidente regionale di Confcommercio Sicilia: "E’ un problema di collegamenti e infrastrutture perché una destinazione è appetibile se vengono concessi servizi di qualità e in quantità per rendere la vacanza semplice e agevole”

“E’ un problema di collegamenti e infrastrutture perché una destinazione è appetibile se ai turisti vengono concessi servizi di qualità e in quantità per rendere la loro vacanza semplice ed agevole”. Francesco Picarella, presidente regionale di Confcommercio, non ha dubbi. 

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"Il problema di fondo è che Agrigento non s’è mai sviluppata come destinazione turistica – ha spiegato - perché non ci sono professionisti del settore che sono stati messi nelle condizioni di lavorare. Il turismo è una scienza, se non ci sono le persone competenti nei settori strategici, specie in un periodo di grande difficoltà, non si può affatto migliorare”. Ma come fare per migliorare? Se lo chiedono in tanti, e non soltanto operatori del settore, in città.

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“Occorre restituire decoro ad Agrigento con un servizio efficiente di raccolta differenziata. Il servizio va ripensato e contestualizzato visto i quartieri periferici della città, magari un sistema misto – spiega il presidente di Confcommercio Sicilia - . Serve anche che l’imposta di soggiorno che riscuotiamo dai turisti venga reinvestita. Ma serve soprattutto affidarsi ad un destination manager, dal 2012 non c’è un professionista del settore, un ruolo cardine  di fatto scoperto. E si tratta di poter spendere sulle azioni di marketing per aumentare la credibilità. Di fatto – dice, con rammarico, Picarella - non siamo una città turistica”. E la Valle dei Templi? Le rovine archeologiche hanno in costante crescita le presenze.

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“La Valle è un attrattore turistico, ma non possiamo pensare che la promozione del centro storico venga svolta esclusivamente dal bellissimo percorso ‘Arte&Fede’ di Ecclesia viva. Un’iniziativa eccellente – dice Francesco Picarella – ma è necessario creare, anche per loro, la possibilità per aumentare i numeri. Il turismo è business e deve essere gestito professionalmente. Se non c’è una cabina di regia non si può fare”. Eppure oltre alle rovine archeologiche, Agrigento ha altri attrattori. C’è la Sagra del Mandorlo in fiore e nel 2020 verranno anche organizzati i festeggiamenti per l’anniversario della nascita della città. “Purtroppo, la città resta una destinazione marginale e c’è una ecatombe nel mondo occupazionale. Nell’ultimo anno, dalla provincia di Agrigento sono andati via 6 mila ragazzi. Perché questi giovani devono restare qui se non ci sono prospettive? – s’è chiesto il presidente regionale di Confcommercio - . Nell’Agrigentino, ad esempio, i turisti non vengono per permanenze settimanali, ma solo per uno o due giorni al massimo”.

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