Operatori degli "Sprar" senza stipendio, la Cgil chiede "aiuto" al prefetto

Raso e Iacono: "I ritardi nei pagamenti talvolta arrivano anche a 12 mesi"

Stipendi in ritardo. Talvolta anche di 12 mesi. La Cgil - il segretario generale Massimo Raso e quello della Funzione pubblica Enzo Iacono - si sono rivolti al prefetto di Agrigento, Dario Caputo, per segnalare la drammatica condizione dei dipendenti delle cooperative sociali che hanno in gestione gli "Sprar" per l’accoglienza dei migranti richiedenti asilo. Una "situazione disperata" - scrivono, senza mezzi termini, i sindacalisti della Cgil - . 

"Sottodimensionamento, sottoinquadramento contrattuale, mancanza di una esatta definizione e suddivisione delle mansioni, mancanza di formazione, compensi bassi, carenza del lavoro di equipe anche a causa di uno scarso coordinamento, impossibilità di garantire un’assistenza personalizzata agli ospiti dei centri ed il frequente ritardo dei tempi di pagamento degli stipendi rende questa situazione davvero insostenibile - spiegano Raso e Iacono - . Tuttavia questi lavoratori sono muti, impauriti. Mentre ti raccontano le loro difficoltà temono che l’esplodere del caso gli faccia perdere quel poco che hanno e temono di perdere in una provincia come la nostra così avara di posti di lavoro ed opportunità lavorative. Ad alcuni di questi inconvenienti occorrerebbe pensare in fase di gara: l’abolizione del criterio di offerta al minimo ribasso o economicamente più vantaggiosa; l’introduzione di vincoli più stringenti sul rapporto tra operatori e utenti, sul trattamento e sull’inquadramento contrattuale degli operatori, - spiegano, ancora, i sindacalisti - sulla definizione delle loro mansioni e sulle garanzie di effettivo e puntuale pagamento dei loro compensi.Ne potremo riparlare alle scadenze contrattuali. Nel frattempo, non possiamo stare fermi, intendiamo “dare voce” a questi operatori e siamo qui a chiederle di voler accendere un riflettore su questa situazione, di conoscere con esattezza come e da chi viene gestito il 'sistema di accoglienza' nella nostra provincia. Comprendere se e come vengono svolti controlli da parte dell’Ispettorato provinciale del lavoro - incalzano i sindacalisti - . Occorrerebbe una 'task force' che su questo  particolare servizio facesse un serio contro a tappeto. Vogliamo conoscere i motivi del ritardo nei pagamenti, verificarne la natura e superare le criticità esistenti. Non possiamo pensare che il ministero accrediti tali risorse con ritardi di 12 mesi, ne è sopportabile dal sistema delle imprese un tale ritardo. In ogni caso non ci sembra corretto che questo finisca con lo scaricarsi sugli operatori e sui fruitori del servizio".

La Cgil reclama chiarezza e trasparenza e invoca il rispetto delle regole "contro chi vuole trasformare l’accoglienza in un 'business'".

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