"Quota 100", sono stati quasi 900 i cittadini che hanno fatto richiesta di pensionamento anticipato

I dati forniti dall'Inps indicano come la nostra provincia non sia tra quelle più colpite dal fenomeno, anche se questo potrebbe essere concentrato soprattutto negli enti locali più che nel lavoro privato

(foto ARCHIVIO)

Quasi novecento agrigentini (886, per la precisione) hanno chiesto all'Inps di poter accedere allo "scivolo" offerto dalla cosiddetta "Quota 100". I dati sono forniti direttamente dall'istituto previdenziale e fotografano complessivamente una situazione di "grande fuga"  da parte dei lavoratori che hanno potuto quindi raggiungere l'agognata pensione prima del pieno raggiungimento dei requisiti previdenziali.

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Tra le province siciliane quella di Agrigento non è certamente la più interessata statisticamente al fenomeno, anzi. Se i "quotacentisti" agrigentini sono stati appunto 886, a Trapani si sono registrate 994 domande, mentre a Siracusa 891.

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Ovviamente molto più significativi sono i dati nelle province delle grandi città con Catania che ha registrato 2.629 domande, Palermo 2.897 domande e Messina 1.346. Sotto la quota agrigentina Caltanissetta (538), Enna (477) e Ragusa (639). 

Lillo Firetto lancia l'allarme: "A rischio il funzionamento dei servizi del Comune"

Ad esprimere preoccupazioni per le potenziali ricadute soprattutto sul funzionamento degli enti locali, che contano un personale sempre più vecchio, era stato nelle scorse settimane il sindaco Lillo Firetto.

Quota 100

Il "decretone" approvato dal governo introduce in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con un'anzianità contributiva minima di 38 anni. Il trattamento sarà erogato dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti, per i dipendenti privati, e dopo sei mesi per quelli pubblici. Il trattamento di fine servizio, più conosciuta come liquidazione, sarà erogato nel momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia. Ma sarà possibile chiedere un prestito, fino a un massimo di 45.000 euro, che dovrà essere restituito con gli interessi quando sarà riscossa la liquidazione. La pensione anticipata in oggetto non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, a eccezione di quelli da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro annui. Fino al 2026 il requisito contributivo per andare in pensione resta 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza l'adeguamento all'incremento della speranza di vita. Tutto congelato anche per i lavoratori precoci, che quindi potranno accedere alla pensione con un'anzianità contributiva pari a 41 anni, indipendentemente dall'età anagrafica (trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti).

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