"#FuturoalLavoro", anche 150 agrigentini alla marcia su Roma

I segretari provinciali dei confederali: "Nel nostro territorio prosegue la desertificazione industriale, le grandi aziende non investono o vengo bloccate dalla burocrazia e dalla mancanza di infrastrutture adeguate. Vertenze come quella della Italcementi o quelle che riguardano le statali 640 e 189 dimostrano che bisogna rendere ancora più appetibile il nostro tessuto con misure che agevolino gli investimenti” 

Anche 150 agrigentini a Roma per la grande manifestazione #FuturoalLavoro, che Cgil Cisl Uil nazionali hanno organizzato per domani sabato 9 febbraio “per sostenere le proposte unitarie per il rilancio del Paese contenute nella piattaforma dei sindacati e cambiare le scelte dell’Esecutivo aprendo un confronto serio e di merito”.

Il concentramento sarà alle 9 a piazza della Repubblica, il corteo giungerà a Piazza San Giovanni in Laterano, dove interverranno i tre segretari confederali nazionali di Cgil Cisl Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Nel documento discusso dai sindacati con i lavoratori durante i mesi scorsi, c’è la richiesta in particolare per il Mezzogiorno, “dimenticato e penalizzato”, “di nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne, che contrastino la povertà, che prevedano investimenti in infrastrutture materiali e sociali, in innovazione, scuola, formazione e ricerca, prevenzione e messa in sicurezza del territorio, e che sostengano le politiche industriali”. 

“Saremo in tanti a Roma – spiegano i segretari di Cgil, Cisl e Uil Agrigento: Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto -, per rappresentare le preoccupazioni di lavoratori, disoccupati, giovani, pensionati sul loro futuro della nostra provincia. Misure come il reddito di cittadinanza  possono essere uno strumento assistenziale che affronta il grave livello di povertà presente nei nostri territori, ma di certo non creerà posti di lavoro”. “Nel nostro territorio – hanno aggiunto – prosegue la desertificazione industriale, le grandi aziende non investono o vengo bloccate dalla burocrazia e dalla mancanza di infrastrutture adeguate. Vertenze come quella della Italcementi o quelle che riguardano la SS.640 e la SS.189 dimostrano che bisogna rendere ancora più appetibile il nostro tessuto industriale con vere misure che agevolino gli investimenti”. 

Se non si realizzano le infrastrutture, se si rinviano le assunzioni nella pubblica amministrazione, nelle scuole, negli ospedali, nei servizi sociali, la crescita non potrà mai diventare realtà” spiegano in una nota i sindacati unitari nazionali. Di fatto secondo Cgil Cisl Uil, “la manovra nazionale non contiene interventi concreti per il lavoro e per rilancio del Paese. Anche la manovra finanziaria regionale sta creando una serie di problemi gravi e ci trasciniamo irrisolte questioni come quella delle Terme e tutte le altre! Al ritorno dalla manifestazione torneremo a chiedere risposte sulla “vertenza Agrigento”.

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