Si cerca di tappare le "falle" del bilancio: chiesti 23 milioni di euro

L'annuale richiesta di anticipazione alla tesoreria comunale fornirà liquidità all'ente, in serissima crisi di disponibilità di denaro "cash"

Una veduta di palazzo dei Giganti

Ormai è un atto ordinario, il primo che ad Agrigento (ma ovviamente non solo) si adotta con l'anno nuovo. Nei giorni scorsi, infatti, la giunta comunale ha richiesto l'annuale anticipazione di tesoreria alla banca che gestisce le risorse del Municipio, per un tote di 23.453.557 euro, ovvero 4/12 delle entrate correnti. L'importo che l'ente chiede di anticipare - al fine di avere liquidità - è ovviamente calcolato secondo specifici parametri e in base alle somme che si attende di ricevere: entrate tributarie per 40 milioni di euro; 70 milioni di entrate correnti, 10 milioni di entrate extratributarie e quasi 20 milioni di trasferimenti (tutti dati 2016). Soldi che però alla fine non bastano mai per rattoppare le falle, e che, anche a causa dei ritardi nell'approvazione dei bilanci, non bastano a ristorare la "sete" di risorse necessarie per portare avanti l'ente.

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Un esempio plastico è il fatto che negli ultimi giorni dell'anno la giunta è stata costretta a ricorrere al cosiddetto "fondo di riserva"  per sostenere alcune spese inattese o quantomeno non calcolate. Nel dettaglio serviranno 30.470 euro per integrare il capitolo del ricovero dei disabili psichici, 12.598 euro per la medesima funzione, ma per anni precedenti, 36.865 euro per il ricovero di disabili presso strutture protette, 10mila euro per il trasporto di diversamente abili, 10mila euro per il pagamento delle commissioni di gara che hanno svolto servizio presso il Distretto socio-sanitario, cui si aggiungono 13mila euro per l'integrazione del costo del servizio di stenotipia dei lavori di Consiglio comunale e 28mila euro per il rimborso degli oneri previdenziali ai datori di lavoro dei consiglieri comunali. Tutto somma a 273.555 euro, larga parte dei quali spesi per uscite che, si legge negli atti, sono state effettuate senza preventiva adozione dei provvedimenti di copertura finanziaria. Siamo, insomma, andati al ristorante ma abbiamo lasciato il portafogli a casa. E lo abbiamo fatto tante di quelle volte che qualcuno, legittimamente, potrebbe pensare che siamo degli scrocconi.

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