L'ombra del dissesto su palazzo dei Giganti, Firetto chiede "aiuto" al Governo

Il sindaco ha sottoscritto il manifesto dei Comuni siciliani: "Provvedimenti urgenti per evitare l’ulteriore degenerazione della crisi economico finanziaria che potrebbe comportare, già a partire dalla prossima primavera, un generalizzato ritardo nel pagamento degli stipendi al personale dipendente e delle forniture di beni e servizi” 

Il sindaco Lillo Firetto

Già al momento dell'insediamento, l'amministrazione comunale ha dovuto ricorrere a un piano di rientro da 1.250.000 euro l'anno che ha compresso la spesa in modo sensibile. A fine anno, dopo il parere negativo dei revisori dei conti sul bilancio di previsione, il Comune è riuscito a scongiurare, forse anche in calcio d’angolo, il dissesto finanziario. Ma la crisi finanziaria – che potrebbe, appunto, comportare le procedure di fallimento e dunque problematiche conseguenze per il personale, i cittadini e i creditori – non lascia affatto dormire sonni tranquilli. Motivo per il quale, ieri, il sindaco di Agrigento Lillo Firetto ha sottoscritto il “Manifesto dei Comuni siciliani nei confronti del governo nazionale e regionale” e lo ha presentato al direttivo regionale dell’Anci Sicilia.

“Sarà questa d’ora in avanti – ha detto, tagliando corto, il sindaco Firetto – la nostra piattaforma”. Anche Agrigento ha dunque sottoscritto un manifesto che rappresenta “la condizione di grave sofferenza economico-finanziaria in cui versano e il rischio di fallimento di gran parte dei Comuni”. Sono stati, del resto, 35 gli enti che nel corso degli ultimi 6 anni hanno dichiarato lo stato di pre-dissesto e 29 quelli che – a livello regionale – sono già in condizione di dissesto finanziario.

Fra i Comuni Agrigentini in pre-dissesto c’è Campobello di Licata. In dissesto invece: Aragona, Casteltermini, Favara e Porto Empedocle. “Si evidenzia la necessità di istituire una cabina di regia Stato-Regione per affrontare e risolvere le situazioni di crisi e per scongiurare l’attivazione delle procedure di fallimento” – ha sottoscritto il sindaco Firetto - . La spesa corrente dei Comuni, Agrigento compreso, si è ridotta sistematicamente dal 2010 (-7% senza considerare l’effetto dell’inflazione), lo stock di debito mostra un costante trend decrescente, il personale comunale si è contratto di circa il 15% in un contesto di nuove funzioni devolute, di riforme da attuare, di oneri burocratici a cui far fronte. “Alcune misure della legge di bilancio 2019 non può essere positiva, nonostante vi siano misure favorevoli e significative su alcuni versanti. Ma ci sono questioni che possono trasformarsi in “una questione di vita o di morte” – ha confermato Firetto - rischiando di costituire elementi decisivi per il definitivo collasso finanziario degli enti locali”.

L’amministrazione di Agrigento ha, dunque, focalizzato l’attenzione sul fondo “Imu-Tasi” che ha la previsione di un utilizzo vincolato a spese di investimento, sull’anticipazione di tesoreria che viene ridotta a 4/12 (dai 5/12 costantemente mantenuti negli· ultimi anni). Naturalmente, visto che “la lingua batte dove il dente duole”, la carenza di risorse per i servizi correnti e l’impossibilità di sostenere l’anticipazione dei pagamenti per i lavori finanziati dal “Bando periferie” comporterà per la gran parte dei Comuni siciliani – Agrigento compresa - l’impossibilità di realizzare compiutamente gli interventi previsti. Firetto, così come molti dei suoi colleghi, hanno dunque chiesto al Governo nazionale e regionale “provvedimenti urgenti finalizzati a evitare l’ulteriore degenerazione della crisi economico finanziaria delle comunità amministrate, che potrebbe comportare già a partire dalla prossima primavera un generalizzato ritardo nel pagamento degli stipendi al personale dipendente e delle forniture di beni e servizi”. 

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