Creditori Cmc, tutto pronto per la marcia di protesta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Al termine di una lunga riunione, conclusasi in tarda serata, le oltre 100 imprese siciliane creditrici del gruppo Cmc di Ravenna hanno deciso che oggi, 11 febbraio a Catania, in via Beato Bernardo, davanti all’ex Palazzo Esa, sede di rappresentanza della Regione siciliana, daranno vita, insieme ai propri dipendenti, ad una manifestazione di protesta in concomitanza con la riunione della Giunta regionale di governo, presieduta dal governatore Nello Musumeci.

Una delegazione chiederà di essere ricevuta per rappresentare l’urgenza di ottenere dai governi nazionale e regionale l’assegnazione ad Anas delle risorse necessarie a saldare i lavori già eseguiti in Sicilia per oltre 50 milioni di euro e non pagati per ben 20 mesi dal gruppo Cmc. Ciò anche in vista dell’imminente scadenza dell’1 marzo, quando queste imprese, rimaste ormai senza liquidità e riserve, dovranno versare alle banche gli interessi annuali sulle esposizioni finanziarie. Il mancato pagamento comporterebbe il blocco dei conti correnti e il conseguente avvio delle procedure preliminari al fallimento.

L’assessore alla Salute, Ruggero Razza, intanto, ricevendo una delegazione, ha annunciato che il governatore Nello Musumeci sarà domani a Roma al ministero delle Infrastrutture, dove spera di essere ricevuto anche dal ministro Danilo Toninelli, mentre a Palermo l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, riceverà le imprese.

“Il governo regionale – riferisce il Comitato creditori Cmc – conferma di avere individuato delle risorse con cui pagare crediti delle imprese affidatarie della Cmc, ma per utilizzarle occorre una norma nazionale che ne autorizzi la variazione d’uso. Il governo regionale sostiene che, così come accade a noi imprenditori, già da un mese chiede di essere ricevuto dall’Esecutivo nazionale per affrontare questa emergenza, senza avere però ricevuto ancora una risposta”.

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